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Guerra: le parole per dirla. Ai bambini, agli adolescenti, a noi stessi

Par : Stefano Vicari, Alberto Pellai, Daniela Lucangeli, Dario Ianes
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  • FormatPDF
  • ISBN978-88-590-3166-6
  • EAN9788859031666
  • Date de parution17/10/2022
  • Protection num.Digital Watermarking
  • Taille1 Mo
  • Infos supplémentairespdf
  • ÉditeurEdizioni Centro Studi Erickson

Résumé

Stefano Vicari, Alberto Pellai, Daniela Lucangeli, Dario Ianes e Sara Franch forniscono a genitori e insegnanti indicazioni e consigli su come parlare di guerra ai più giovani, suggerendo le strategie più indicate per contenere i loro timori e educare alla pace. Con un'intervista a Liliana Segre e attraverso la voce di alcuni dei nomi più illustri della psicologia, della pedagogia e della neuropsichiatria italiane, il volume fornisce a genitori e insegnanti indicazioni teoriche e pratiche su come parlare di guerra ai più giovani, chiarendo i meccanismi con cui bambini, bambine e adolescenti recepiscono le informazioni e suggerendo le strategie più indicate per contenere i loro timori, nell'immediato, ma anche per lavorare in una prospettiva più ampia di educazione allo spirito critico, alla resilienza e alla pace. Stefano Vicari riflette sul rapporto fra l'informazione e le giovani generazioni: di fronte a una quantità inedita di stimoli contraddittori e talvolta, francamente, menzogneri, ragazze e ragazzi dimostrano di avere sorprendenti capacità di riflessione e azione, anche attraverso un attivismo sano e ponderato, che è giusto riconoscere e sostenere. Alberto Pellai spiega come i minori, soprattutto nella prima infanzia, fatichino a collocare nello spazio e nel tempo gli input che li terrorizzano: per loro il « mondo » non è quello disegnato sulle carte geografiche, ma coincide con il proprio microcosmo fatto di casa, scuola, amici. Daniela Lucangeli si concentra sulla comprensione e la corretta gestione del meccanismo psichico che contrappone all'empatia la paura, il pregiudizio e l'aggressività.
Incoraggia genitori e insegnanti a disconoscere la polarizzazione (« buoni » contro « cattivi ») nel presentare i fatti e a lavorare sulle emozioni. Dario Ianes e Sara Franch osservano il problema nell'ottica concreta del lavoro in classe, sottolineando come la scelta di portare a scuola le questioni controverse che il nostro tempo solleva costituisca un ottimo strumento per aiutare alunne e alunni a sviluppare le capacità di pensiero, di relazione e discussione.