Giuliana Benvenuti insegna Letteratura italiana contemporanea all'Università di Bologna. Di recente ha pubblicato le seguenti mono- grafie : Il viaggiatore come autore. L'India nella letteratura italiana con- temporanea (2008), Il romanzo neostorico italiano (2012) e, con Remo Ceserani, La letteratura nell'età globale (2012). E membro dell'Edi- torial board di "Studi culturali", "Scritture migranti", "Poetiche" e "TransPostCross".
Microfisica della memoria. Leonardo Sciascia e le forme del racconto
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- Nombre de pages266
- FormatGrand Format
- PrésentationBroché
- Poids0.37 kg
- Dimensions15,0 cm × 21,0 cm × 1,7 cm
- ISBN978-88-7395-880-2
- EAN9788873958802
- Date de parution01/10/2013
- CollectionBiblioteca
- ÉditeurBononia University Press
Résumé
Ricomponendo l'immagine di Sciascia narratore attraverso la specola della tradizione letteraria siciliana e insieme del suo manzonismo, ci appare la parabola di una sperimentazione inquieta che indaga il significato della riscrittura letteraria della storia nel Novecento. II confronto di Sciascia con il passato è riletto quale luogo di accesso alla realtà per mezzo della letteratura, nelle forme del romanzo stori-co e giudiziario, cosí come del poliziesco.
La microfisica, intesa quale strumento di un'anatomia delle pratiche del potere, di cui metafora principale è l'Inquisizione, sorregge una scrittura che recupera, in sin-tonia con la microstoria, la memoria di coloro che sono stati ingiusta-mente condannati, di chi si è opposto fieramente a un potere iniquo. Le "oscene ore liete del potere", le pieghe inconfessabili, il compro-messo e la collusione ai quali cede l'apparato dello -Stato, celebrando i propri rituali, occupano il centro delle più feroci pagine critiche di Sciascia, muovendo l'immaginazione dello scrittore nell'atto stesso dell'indagine.
E la sperimentazione formale si impone come congegno discorsivo che riscatta e rivendica le ragioni dei vinti.
La microfisica, intesa quale strumento di un'anatomia delle pratiche del potere, di cui metafora principale è l'Inquisizione, sorregge una scrittura che recupera, in sin-tonia con la microstoria, la memoria di coloro che sono stati ingiusta-mente condannati, di chi si è opposto fieramente a un potere iniquo. Le "oscene ore liete del potere", le pieghe inconfessabili, il compro-messo e la collusione ai quali cede l'apparato dello -Stato, celebrando i propri rituali, occupano il centro delle più feroci pagine critiche di Sciascia, muovendo l'immaginazione dello scrittore nell'atto stesso dell'indagine.
E la sperimentazione formale si impone come congegno discorsivo che riscatta e rivendica le ragioni dei vinti.


