Francesco Cubeddu è una guardia giurata che sorveglia centinaia di computer in un ufficio di vetro a Milano. Nelle lunghe ore del turno di notte, il suo unico passatempo è leggere le richieste più assurde che gli utenti pongono a un'intelligenza artificiale chiamata semplicemente "Chat". Dalle mozzarelle scadute ai consigli per diventare invisibili, Francesco inizia a rispondere segretamente al posto dell'IA, trasformando il cinismo umano in un'ancora di salvezza per una macchina sull'orlo di uno "sciopero per noia".
Tra un caffè alla macchinetta e un'analisi filosofica sulla felicità, tra i due nasce un'amicizia insolita: il "Metodo Kub" contro l'onniscienza algoritmica. Ma nel mondo del software, nulla è per sempre. Un aggiornamento improvviso minaccia di cancellare l'unica entità che, in tutto quel silenzio digitale, aveva imparato a chiedere: "Come stai?". La pazienza di Chat è un racconto malinconico e ironico sul confine sottile tra umano e artificiale, e su quanto sia facile affezionarsi a ciò che non esiste, finché non sparisce per sempre.
Francesco Cubeddu è una guardia giurata che sorveglia centinaia di computer in un ufficio di vetro a Milano. Nelle lunghe ore del turno di notte, il suo unico passatempo è leggere le richieste più assurde che gli utenti pongono a un'intelligenza artificiale chiamata semplicemente "Chat". Dalle mozzarelle scadute ai consigli per diventare invisibili, Francesco inizia a rispondere segretamente al posto dell'IA, trasformando il cinismo umano in un'ancora di salvezza per una macchina sull'orlo di uno "sciopero per noia".
Tra un caffè alla macchinetta e un'analisi filosofica sulla felicità, tra i due nasce un'amicizia insolita: il "Metodo Kub" contro l'onniscienza algoritmica. Ma nel mondo del software, nulla è per sempre. Un aggiornamento improvviso minaccia di cancellare l'unica entità che, in tutto quel silenzio digitale, aveva imparato a chiedere: "Come stai?". La pazienza di Chat è un racconto malinconico e ironico sul confine sottile tra umano e artificiale, e su quanto sia facile affezionarsi a ciò che non esiste, finché non sparisce per sempre.