Cosa succederebbe se il tuo desiderio di ordine e perfezione diventasse la tua gabbia più grande?Bernardo ha trent'anni, è un Lead Visual Designer di successo a Milano e la sua vita è una sequenza millimetrica di gesti calibrati. Una mattina, però, la città si spegne. Niente clacson sulla circonvallazione, niente pendolari, nessun passante: solo un silenzio denso, opprimente, e una Milano completamente deserta dove tutto funziona - i semafori, i computer, i treni della metropolitana - ma tutto sembra morto.
Per un uomo che ha passato la vita a correggere layout, l'assenza di caos è inizialmente un'estasi geometrica. Bernardo si appropria di un attico a CityLife, arreda il salone rubando una tela di Lucio Fontana da una galleria di Brera e si sente il direttore creativo dell'universo. Ma l'illusione svanisce in fretta. Privata del pubblico, la bellezza perde ogni significato. E la situazione precipita quando Bernardo si rende conto che la città non è semplicemente vuota: si sta muovendo intorno a lui.
I semafori assecondano il suo passaggio, le porte si aprono da sole, le insegne si accendono indovinando i suoi gusti e gli elettrodomestici di casa si sincronizzano perfettamente sul ritmo del suo diaframma. La città impara, assimila, lo osserva. Fino a quando il Silenzio non si lacera, restituendolo a un mondo caotico che sembra non essersi mai fermato, ma lasciandogli addosso i segni indelebili di una realtà impossibile da spiegare agli altri e da cui è impossibile fuggire.
Ai tempi del silenzio è un thriller psicologico e surreale che scava nei meandri dell'isolamento moderno, dell'ossessione per il controllo e del confine labile tra realtà e allucinazione. Un viaggio ipnotico in cui l'arte contemporanea e l'architettura urbana diventano i tasselli di un mistero inspiegabile.
Cosa succederebbe se il tuo desiderio di ordine e perfezione diventasse la tua gabbia più grande?Bernardo ha trent'anni, è un Lead Visual Designer di successo a Milano e la sua vita è una sequenza millimetrica di gesti calibrati. Una mattina, però, la città si spegne. Niente clacson sulla circonvallazione, niente pendolari, nessun passante: solo un silenzio denso, opprimente, e una Milano completamente deserta dove tutto funziona - i semafori, i computer, i treni della metropolitana - ma tutto sembra morto.
Per un uomo che ha passato la vita a correggere layout, l'assenza di caos è inizialmente un'estasi geometrica. Bernardo si appropria di un attico a CityLife, arreda il salone rubando una tela di Lucio Fontana da una galleria di Brera e si sente il direttore creativo dell'universo. Ma l'illusione svanisce in fretta. Privata del pubblico, la bellezza perde ogni significato. E la situazione precipita quando Bernardo si rende conto che la città non è semplicemente vuota: si sta muovendo intorno a lui.
I semafori assecondano il suo passaggio, le porte si aprono da sole, le insegne si accendono indovinando i suoi gusti e gli elettrodomestici di casa si sincronizzano perfettamente sul ritmo del suo diaframma. La città impara, assimila, lo osserva. Fino a quando il Silenzio non si lacera, restituendolo a un mondo caotico che sembra non essersi mai fermato, ma lasciandogli addosso i segni indelebili di una realtà impossibile da spiegare agli altri e da cui è impossibile fuggire.
Ai tempi del silenzio è un thriller psicologico e surreale che scava nei meandri dell'isolamento moderno, dell'ossessione per il controllo e del confine labile tra realtà e allucinazione. Un viaggio ipnotico in cui l'arte contemporanea e l'architettura urbana diventano i tasselli di un mistero inspiegabile.