Che cosa significa, oggi, la parola « insieme », in un tempo in cui il paradigma individualista sembra indeclinabile e ogni senso di collettività appare
quasi impraticabile? E che cosa caratterizza l'abitare, se non un tempo condiviso? Come si è trasformata la vita - soprattutto nelle città - da quando le diverse età non stanno più al loro posto?
Da queste domande nasce il tema del presente numero di « Rassegna »: non per inseguire una parola-chiave, ma per cercare una via progettuale
alla necessità di dare configurazione a un cambiamento ancora destrutturato, che una forma non sembra avere e tuttavia, in qualche modo, reclama; e per capire se l'intergenerazionalità possa diventare un nuovo lessico del progetto.
Che cosa significa, oggi, la parola « insieme », in un tempo in cui il paradigma individualista sembra indeclinabile e ogni senso di collettività appare
quasi impraticabile? E che cosa caratterizza l'abitare, se non un tempo condiviso? Come si è trasformata la vita - soprattutto nelle città - da quando le diverse età non stanno più al loro posto?
Da queste domande nasce il tema del presente numero di « Rassegna »: non per inseguire una parola-chiave, ma per cercare una via progettuale
alla necessità di dare configurazione a un cambiamento ancora destrutturato, che una forma non sembra avere e tuttavia, in qualche modo, reclama; e per capire se l'intergenerazionalità possa diventare un nuovo lessico del progetto.