The Passenger - Sardegna
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- Nombre de pages265
- FormatePub
- ISBN1257800253
- EAN9791257800253
- Date de parution11/06/2026
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille34 Mo
- Infos supplémentairesepub
- ÉditeurIperborea
Résumé
« Neocolonialismo » non è una parola che si applica, di solito, al rapporto tra nazione e regione, ma in Sardegna c'è un sentimento diffuso che l'isola - pur non essendo una colonia in senso formale - continui a vivere forme di dipendenza economica, simbolica e territoriale che ricordano, per logiche e conseguenze, quelle coloniali. È un'idea che ha radici profonde, dimostrata dalle lotte contro le installazioni militari che per decenni hanno minato la salute delle persone e della natura in vasti tratti di territorio, e che serve a spiegare la grande ondata di proteste che cerca di bloccare la costruzione di parchi eolici e solari tanto necessari alla transizione energetica nazionale.
Davanti a un paesaggio ferito e sfruttato - almeno nella percezione di molti sardi - dai bisogni altrui, alle folle di turisti che dell'isola vedono solo le spiagge, ai centri abitati dell'interno a rischio di diventare paesi fantasma, si avverte una perdita di controllo sui propri destini. E forse non è un caso che questo sentimento sia spesso unito a una forte volontà di riappropriarsi di un'identità annacquata da narrazioni - e, a volte, autonarrazioni - che insistono sempre troppo sugli stereotipi dell'arcaico e del selvaggio: così, una proliferazione eccessiva di festival letterari è accompagnata da un tangibilissimo rinascimento letterario e musicale, la spinta per portare la lingua sarda fuori dalle famiglie e dentro l'amministrazione e le scuole comincia a dare qualche risultato concreto, i saperi tradizionali di settori come l'apicoltura si adattano in fretta al cambiamento climatico.
E quella fierezza e quell'orgoglio sardi tanto abusati si ridisegnano in un moto spontaneo e popolare teso a rimodellare la Sardegna, per renderla più vicina ai bisogni di chi ci vive.
Davanti a un paesaggio ferito e sfruttato - almeno nella percezione di molti sardi - dai bisogni altrui, alle folle di turisti che dell'isola vedono solo le spiagge, ai centri abitati dell'interno a rischio di diventare paesi fantasma, si avverte una perdita di controllo sui propri destini. E forse non è un caso che questo sentimento sia spesso unito a una forte volontà di riappropriarsi di un'identità annacquata da narrazioni - e, a volte, autonarrazioni - che insistono sempre troppo sugli stereotipi dell'arcaico e del selvaggio: così, una proliferazione eccessiva di festival letterari è accompagnata da un tangibilissimo rinascimento letterario e musicale, la spinta per portare la lingua sarda fuori dalle famiglie e dentro l'amministrazione e le scuole comincia a dare qualche risultato concreto, i saperi tradizionali di settori come l'apicoltura si adattano in fretta al cambiamento climatico.
E quella fierezza e quell'orgoglio sardi tanto abusati si ridisegnano in un moto spontaneo e popolare teso a rimodellare la Sardegna, per renderla più vicina ai bisogni di chi ci vive.






















