Riproporre una serie degli articoli pubblicati da Franco Ferrarotti sui « Quaderni di Sociologia » non vale soltanto come rinnovato riconoscimento al suo fondatore; vale ancor più come riconoscimento al giovane neolaureato in filosofia (con una tesi su Veblen) che, con pochi altri, dai primi anni Cinquanta si è fatto artifice della rinascita della sociologia italiana. E Ferrarotti lo è stato in un modo che, al tempo, si è dimostrato strategicamente efficace: coraggioso e fertile.
Un modo del quale ci piace qui indicare a lettrici e lettori odierni quattro dimensioni, o su un diverso piano quattro linee interpretative.
Riproporre una serie degli articoli pubblicati da Franco Ferrarotti sui « Quaderni di Sociologia » non vale soltanto come rinnovato riconoscimento al suo fondatore; vale ancor più come riconoscimento al giovane neolaureato in filosofia (con una tesi su Veblen) che, con pochi altri, dai primi anni Cinquanta si è fatto artifice della rinascita della sociologia italiana. E Ferrarotti lo è stato in un modo che, al tempo, si è dimostrato strategicamente efficace: coraggioso e fertile.
Un modo del quale ci piace qui indicare a lettrici e lettori odierni quattro dimensioni, o su un diverso piano quattro linee interpretative.