Le dissonanze

Par : Edith Bruck
  • Nombre de pages64
  • FormatGrand Format
  • PrésentationBroché
  • Poids0.115 kg
  • Dimensions13,5 cm × 20,5 cm × 0,6 cm
  • ISBN978-88-235-3574-9
  • EAN9788823535749
  • Date de parution01/03/2025
  • CollectionGuanda poesia
  • ÉditeurUgo Guanda Editore

Résumé

Cè, nelle poesie di Edith Bruck, una lucida presa d'atto che molta vita è trascorsa. Cè un tempo presente attraversato da ricordi, malinconie. Ma c'è anche un tempo inquieto, senza pace e quotidianamente invaso dal passato di chi è sopravvissuto al momento più buio della storia del Novecento. Ed è sorprendente constatare come la lingua che racconta l'oggi è la stessa che racconta it passato. L'autrice non muta né lessico né registro, quando ricorda Auschwitz.
Ma va avanti e indietro nella storia della propria vita con un inconfondibile sermo humilis. Si scava cosi, tra orrore e rappresentazione verbale, una soma di iato, una "dissonanza", che mostra come solo una versificazione distante da fascinazioni retoriche è abilitata a parlare, con verità, di quell'orrore. Solo una lingua viva verbalizza un dolore vivo, insomma. Il sottofondo verbale sottile, costante e fondato su toni bassi e naturali, riconnette in modo implacabile l'adesso con l'allora.
E dice come quel male è nella storia e tra noi, e gira da millenni e pub riesplodere nel vivere di tutti i giorni. E va raccontato, riferito come qualcosa che è awenuto e pub avvenire qui e ora, tra di noi. Con le stesse parole che usiamo qui e ora e tra di noi. "Liberaci dall'estetica e cosi sia", recita un verso di Giovanni Raboni. Che, forse, è it commento più adatto a queste pagine.
Edith Bruck, di origine ungherese, è nata in una famiglia ebrea povera e numerosa. Poco più che bambina viene deportata ad Auschwitz, poi a Dachau e a Bergen-Belsen. Sopravvissuta alla Shoah, dopo anni di pel-legrinaggio approda definitivamente in Italia, adottandone la lingua. E autrice di poesie e di romanzi, giornalista, sceneggiatrice e traduttrice. Tra le sue opere ricordiamo : Andremo in città, Lettera alla madre (Premio Rapallo-Carige 1989), Quanta stella c'è nel cielo (Premio Viareggio 2009), La donna dal cappotto verde, La rondine sul termosifone, Il pane perduto (Premio Strega giovani e Premio Viareggio-Rèpaci 2021).
Nel 2021 è stata insignita dell'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana e nel 2023 del Premio Campiello alla carriera.
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