Odio sentirmi una vittima
Par : ,Formats :
Disponible dans votre compte client Decitre ou Furet du Nord dès validation de votre commande. Le format ePub est :
- Compatible avec une lecture sur My Vivlio (smartphone, tablette, ordinateur)
- Compatible avec une lecture sur liseuses Vivlio
- Pour les liseuses autres que Vivlio, vous devez utiliser le logiciel Adobe Digital Edition. Non compatible avec la lecture sur les liseuses Kindle, Remarkable et Sony
, qui est-ce ?Notre partenaire de plateforme de lecture numérique où vous retrouverez l'ensemble de vos ebooks gratuitement
Pour en savoir plus sur nos ebooks, consultez notre aide en ligne ici
- FormatePub
- ISBN978-88-6576-530-2
- EAN9788865765302
- Date de parution07/07/2016
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille2 Mo
- Infos supplémentairesepub
- ÉditeurIl Saggiatore
Résumé
Riflettere è stata l'attività principale nella vita di Susan Sontag. E scrivere. Riflettere e scrivere sulla malattia e sulla marginalità dei malati, dei pazzi, degli artisti; sulla rottura delle categorie stereotipiche di maschio e femmina o giovane e vecchio; sul rapporto tra amore, eros e amicizia; sulla necessità dell'impegno contro le guerre e della critica alla società occidentale; sul bisogno di reagire all'anti-intellettualismo.
Nella sua vita, Susan Sontag ha sperimentato di tutto: la laurea a Harvard e l'insegnamento alla Columbia University insieme alle droghe e al punk-rock dei concerti di Patti Smith al Cbgb; il divorzio e la fuga dall'insegnamento universitario e poi la vita tra New York e Parigi e l'amicizia con Roland Barthes. In Odio sentirmi una vittima Susan Sontag racconta che cosa significhi essere una donna intelligente, indipendente e appassionata.
Una donna che ha saputo trasformare l'inquietudine esistenziale in un'incessante e fruttuosa ricerca, nella tensione a reinventarsi perpetuamente. Una donna che non ha avuto paura di rivoluzionare tutto più e più volte, muovendosi sempre in terra straniera e sempre scoprendo di essere già in cammino: una vita passata ad andare via, un eterno apprendistato alla vita. In Odio sentirmi una vittima - l'intervista-confessione che il Saggiatore offre al pubblico italiano, punto d'accesso privilegiato per entrare nel laboratorio creativo dell'autrice - Susan Sontag soprattutto racconta le proprie letture e i modelli letterari, le passioni artistiche e filosofiche, il lavoro di scrittrice e le scelte di vita che questo ha comportato.
Non mangiare o mangiare male, dormire il meno possibile, sopportare mal di schiena e mal di testa, sentire spegnersi il desiderio del contatto umano, per lunghissimi, intensi e ossessivi periodi di scrittura totalizzante. Rinunciare alla coppia e alla socialità, e tra la vita e l'opera sacrificare la prima, perché solo così si può raggiungere il proprio livello più alto e insieme profondo. Perché solo assumendosene la responsabilità radicale si può diventare una grande scrittrice.
Nella sua vita, Susan Sontag ha sperimentato di tutto: la laurea a Harvard e l'insegnamento alla Columbia University insieme alle droghe e al punk-rock dei concerti di Patti Smith al Cbgb; il divorzio e la fuga dall'insegnamento universitario e poi la vita tra New York e Parigi e l'amicizia con Roland Barthes. In Odio sentirmi una vittima Susan Sontag racconta che cosa significhi essere una donna intelligente, indipendente e appassionata.
Una donna che ha saputo trasformare l'inquietudine esistenziale in un'incessante e fruttuosa ricerca, nella tensione a reinventarsi perpetuamente. Una donna che non ha avuto paura di rivoluzionare tutto più e più volte, muovendosi sempre in terra straniera e sempre scoprendo di essere già in cammino: una vita passata ad andare via, un eterno apprendistato alla vita. In Odio sentirmi una vittima - l'intervista-confessione che il Saggiatore offre al pubblico italiano, punto d'accesso privilegiato per entrare nel laboratorio creativo dell'autrice - Susan Sontag soprattutto racconta le proprie letture e i modelli letterari, le passioni artistiche e filosofiche, il lavoro di scrittrice e le scelte di vita che questo ha comportato.
Non mangiare o mangiare male, dormire il meno possibile, sopportare mal di schiena e mal di testa, sentire spegnersi il desiderio del contatto umano, per lunghissimi, intensi e ossessivi periodi di scrittura totalizzante. Rinunciare alla coppia e alla socialità, e tra la vita e l'opera sacrificare la prima, perché solo così si può raggiungere il proprio livello più alto e insieme profondo. Perché solo assumendosene la responsabilità radicale si può diventare una grande scrittrice.














