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Denys Rzhavskyi

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SHI. Un modo di vedere. Non filosofia. Non insegnamento. Ottica.
C'è un'arte giapponese che non nasconde le crepe di un oggetto rotto: le ricolma d'oro, e proprio lungo la frattura l'oggetto diventa più bello - e più prezioso - di quando era intatto. Si chiama kintsugi. SHI applica questo sguardo non alla ceramica, ma alla vita. Non è un trattato di filosofia e non è un manuale di crescita personale. È un modo di vedere - un'ottica. A parlare è la voce di un maestro di kintsugi: non insegna dall'alto di una cattedra, ma siede accanto al lettore, presso lo stesso fiume, e racconta ciò che le mani gli hanno insegnato in anni passati a rimettere insieme ciò che si era spezzato.
Il libro poggia su quattro pilastri: Amore - lasciarlo andare, perché smetta di essere una presa e diventi azione. Morte - tenerla a mente, perché ogni minuto riprenda il suo peso. Tempo - donarlo, perché smetta di essere una valuta da accumulare e diventi un legame. Presenza - essere qui, finché la vita scorre, invece di viverla un passo di lato. Da questi quattro movimenti nasce un'unica pratica, semplice e ostinata, che si ripete fino all'ultimo giorno: stringi, noti, lasci andare.
Non per diventare un saggio imperturbabile - quella persona non esiste - ma per tornare, ogni volta un po' più in fretta, dentro la propria vita. Qui non troverai promesse di felicità facile né esercizi da ripetere al mattino. Troverai uno sguardo che restituisce peso ai giorni e separa il dolore reale dal racconto che gli costruiamo intorno. Un libro da leggere lentamente, una sera dopo l'altra, come si conduce una linea d'oro lungo una crepa - un capitolo per volta, senza fretta.È un libro per chi ha amato e perso, per chi sente il tempo scorrere tra le dita, per chi vorrebbe essere presente nella propria vita e troppo spesso si ritrova altrove.
Non per chi cerca risposte definitive, ma per chi è disposto a guardare. Nato da quattro conversazioni e da perdite vissute, SHI è la testimonianza di un artigiano, non la lezione di un maestro. Persino il titolo custodisce una parola giapponese in cui convivono due significati che suonano identici - ma questo si rivela soltanto all'ultima pagina. Lascia andare l'amore, tenendo a mente la morte. Dona il tuo tempo - finché è ancora tuo.
Il libro poggia su quattro pilastri: Amore - lasciarlo andare, perché smetta di essere una presa e diventi azione. Morte - tenerla a mente, perché ogni minuto riprenda il suo peso. Tempo - donarlo, perché smetta di essere una valuta da accumulare e diventi un legame. Presenza - essere qui, finché la vita scorre, invece di viverla un passo di lato. Da questi quattro movimenti nasce un'unica pratica, semplice e ostinata, che si ripete fino all'ultimo giorno: stringi, noti, lasci andare.
Non per diventare un saggio imperturbabile - quella persona non esiste - ma per tornare, ogni volta un po' più in fretta, dentro la propria vita. Qui non troverai promesse di felicità facile né esercizi da ripetere al mattino. Troverai uno sguardo che restituisce peso ai giorni e separa il dolore reale dal racconto che gli costruiamo intorno. Un libro da leggere lentamente, una sera dopo l'altra, come si conduce una linea d'oro lungo una crepa - un capitolo per volta, senza fretta.È un libro per chi ha amato e perso, per chi sente il tempo scorrere tra le dita, per chi vorrebbe essere presente nella propria vita e troppo spesso si ritrova altrove.
Non per chi cerca risposte definitive, ma per chi è disposto a guardare. Nato da quattro conversazioni e da perdite vissute, SHI è la testimonianza di un artigiano, non la lezione di un maestro. Persino il titolo custodisce una parola giapponese in cui convivono due significati che suonano identici - ma questo si rivela soltanto all'ultima pagina. Lascia andare l'amore, tenendo a mente la morte. Dona il tuo tempo - finché è ancora tuo.
C'è un'arte giapponese che non nasconde le crepe di un oggetto rotto: le ricolma d'oro, e proprio lungo la frattura l'oggetto diventa più bello - e più prezioso - di quando era intatto. Si chiama kintsugi. SHI applica questo sguardo non alla ceramica, ma alla vita. Non è un trattato di filosofia e non è un manuale di crescita personale. È un modo di vedere - un'ottica. A parlare è la voce di un maestro di kintsugi: non insegna dall'alto di una cattedra, ma siede accanto al lettore, presso lo stesso fiume, e racconta ciò che le mani gli hanno insegnato in anni passati a rimettere insieme ciò che si era spezzato.
Il libro poggia su quattro pilastri: Amore - lasciarlo andare, perché smetta di essere una presa e diventi azione. Morte - tenerla a mente, perché ogni minuto riprenda il suo peso. Tempo - donarlo, perché smetta di essere una valuta da accumulare e diventi un legame. Presenza - essere qui, finché la vita scorre, invece di viverla un passo di lato. Da questi quattro movimenti nasce un'unica pratica, semplice e ostinata, che si ripete fino all'ultimo giorno: stringi, noti, lasci andare.
Non per diventare un saggio imperturbabile - quella persona non esiste - ma per tornare, ogni volta un po' più in fretta, dentro la propria vita. Qui non troverai promesse di felicità facile né esercizi da ripetere al mattino. Troverai uno sguardo che restituisce peso ai giorni e separa il dolore reale dal racconto che gli costruiamo intorno. Un libro da leggere lentamente, una sera dopo l'altra, come si conduce una linea d'oro lungo una crepa - un capitolo per volta, senza fretta.È un libro per chi ha amato e perso, per chi sente il tempo scorrere tra le dita, per chi vorrebbe essere presente nella propria vita e troppo spesso si ritrova altrove.
Non per chi cerca risposte definitive, ma per chi è disposto a guardare. Nato da quattro conversazioni e da perdite vissute, SHI è la testimonianza di un artigiano, non la lezione di un maestro. Persino il titolo custodisce una parola giapponese in cui convivono due significati che suonano identici - ma questo si rivela soltanto all'ultima pagina. Lascia andare l'amore, tenendo a mente la morte. Dona il tuo tempo - finché è ancora tuo.
Il libro poggia su quattro pilastri: Amore - lasciarlo andare, perché smetta di essere una presa e diventi azione. Morte - tenerla a mente, perché ogni minuto riprenda il suo peso. Tempo - donarlo, perché smetta di essere una valuta da accumulare e diventi un legame. Presenza - essere qui, finché la vita scorre, invece di viverla un passo di lato. Da questi quattro movimenti nasce un'unica pratica, semplice e ostinata, che si ripete fino all'ultimo giorno: stringi, noti, lasci andare.
Non per diventare un saggio imperturbabile - quella persona non esiste - ma per tornare, ogni volta un po' più in fretta, dentro la propria vita. Qui non troverai promesse di felicità facile né esercizi da ripetere al mattino. Troverai uno sguardo che restituisce peso ai giorni e separa il dolore reale dal racconto che gli costruiamo intorno. Un libro da leggere lentamente, una sera dopo l'altra, come si conduce una linea d'oro lungo una crepa - un capitolo per volta, senza fretta.È un libro per chi ha amato e perso, per chi sente il tempo scorrere tra le dita, per chi vorrebbe essere presente nella propria vita e troppo spesso si ritrova altrove.
Non per chi cerca risposte definitive, ma per chi è disposto a guardare. Nato da quattro conversazioni e da perdite vissute, SHI è la testimonianza di un artigiano, non la lezione di un maestro. Persino il titolo custodisce una parola giapponese in cui convivono due significati che suonano identici - ma questo si rivela soltanto all'ultima pagina. Lascia andare l'amore, tenendo a mente la morte. Dona il tuo tempo - finché è ancora tuo.
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