Josefine Mutzenbacher Volume II
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- FormatePub
- ISBN978-88-98401-14-7
- EAN9788898401147
- Date de parution02/07/2013
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille1012 Ko
- Infos supplémentairesepub
- ÉditeurES
Résumé
Continuare a vivere nell'immaginario dei lettori è il destino di ogni personaggio di romanzo che si rispetti. Gli eroi della letteratura non muoiono là dove le pagine di un libro segnano la loro fine. Anche Josefine Mutzenbacher, la prostituta- bambina immortalata da Felix Salten, non sfugge a questa legge della celebrità, che esige il suo pedaggio di continuazioni e prosiegui apocrifi. Già nel 1917 veniva pubblicata a Parigi la seconda parte delle presunte memorie della cortigiana viennese, con il titolo I miei 365 amanti, che qui presentiamo.
Josefine ha ormai alle spalle l'itinerario iniziatico della fanciullezza e narra del suo mestiere con dovizia di riferimenti.
Alla precoce scoperta del sesso l'anonimo estensore del testo fa così subentrare una fenomenologia erotica della vita quotidiana, in cui il lettore è condotto per mano attraverso i luoghi della capitale e dell'impero austroungarico. Come in un grande diorama, le scene del romanzo illuminano la singolarità di un paesaggio storico e culturale: dal Prater al demi- monde dei caffè, dalla provincia ungherese alla gita in treno al Semmering non vi è tratto del mondo absburgico che non faccia da quinta agli amplessi di Josefine.
E non manca neppure la grottesca descrizione di un baccanale al suono della Marcia di Radetzky! È come se questo romanzo, scritto al tramonto dell'impero, scongiurasse con un rito priapeo la fine di una civiltà del piacere forse mai veramente esistita.
Alla precoce scoperta del sesso l'anonimo estensore del testo fa così subentrare una fenomenologia erotica della vita quotidiana, in cui il lettore è condotto per mano attraverso i luoghi della capitale e dell'impero austroungarico. Come in un grande diorama, le scene del romanzo illuminano la singolarità di un paesaggio storico e culturale: dal Prater al demi- monde dei caffè, dalla provincia ungherese alla gita in treno al Semmering non vi è tratto del mondo absburgico che non faccia da quinta agli amplessi di Josefine.
E non manca neppure la grottesca descrizione di un baccanale al suono della Marcia di Radetzky! È come se questo romanzo, scritto al tramonto dell'impero, scongiurasse con un rito priapeo la fine di una civiltà del piacere forse mai veramente esistita.






















