Paolo Rumiz ha scritto per "la Repubblica" e "Il Piccolo" di Trieste. Viaggiatore infaticabile e uomo di frontiera, con Feltrinelli ha pubbli-cato numerosi libri, tra cui ricordiamo Appia (con Riccardo Carnovali-ni ; 2016), II filo infinito. Viaggio alle radici d'Europa (2019), Canto per Europa (2021 ; nuova edizione 2023), Verranno di notte. Lo spettro della barbarie in Europa (2024). I suoi romanzi sono stati tradotti in America, Francia, Germania, Spagna, Polonia e Paesi dell'exJugoslavia.
Una voce dal profondo
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- Nombre de pages288
- FormatGrand Format
- PrésentationBroché
- Poids0.22 kg
- Dimensions13,0 cm × 20,0 cm × 1,6 cm
- ISBN978-88-07-95000-1
- EAN9788807950001
- Date de parution01/04/2025
- CollectionUniversale economica
- ÉditeurFeltrinelli
Résumé
"Ero figlio di una terra che trema. Le appartenevo e volevo vederci dentro. Entrarci, con la lampada di Aladino". E una voce rauca, ipnotica, quella che chiama Paolo Rumiz dal fondo di un vulcano spento. Quel suono, simile a un lamento, gli ricorda che c'è una crepa che squarcia l'Italia dalla Sicilia al Friuli : quella dei terremoti. Ed è lungo quella crepa che l'autore decide di camminare, iniziando un viaggio nelle fondamenta del Paese - un inferno di crateri, miniere, linee di faglia e fondali marini che rivelano it rovescio del mondo, della nostra Italia, di not stessi.
Pariendo dalla remota isola di Alicudi per risalire fino al Carso, Rumiz dipinge uno stermina-to affresco, dove it Terribile della natura diventa la normalità contro la quale attrezzarsi, e non emergenza su cui speculare. Una narrazione visionaria, che raccoglie miti e folklore da Selinunte al santuario di Oropa sulle Alpi, incontrando l'ombra di Grandi Madri, sibille e madonne, e che ha per baricentro Napoli, metropoli sotterranea per eccellenza, dove it confine tra it mondo di sopra e quello di sotto è sottilissimo e le stratificazio-ni della storia si fanno più vive.
Eli che Rumiz, prendendo a piene mani da scienziati, poeti, musicisti e antropologi, approfondisce la sua ricerca e delinea un approccio "geologico" all'identità della nostra nazione.
Pariendo dalla remota isola di Alicudi per risalire fino al Carso, Rumiz dipinge uno stermina-to affresco, dove it Terribile della natura diventa la normalità contro la quale attrezzarsi, e non emergenza su cui speculare. Una narrazione visionaria, che raccoglie miti e folklore da Selinunte al santuario di Oropa sulle Alpi, incontrando l'ombra di Grandi Madri, sibille e madonne, e che ha per baricentro Napoli, metropoli sotterranea per eccellenza, dove it confine tra it mondo di sopra e quello di sotto è sottilissimo e le stratificazio-ni della storia si fanno più vive.
Eli che Rumiz, prendendo a piene mani da scienziati, poeti, musicisti e antropologi, approfondisce la sua ricerca e delinea un approccio "geologico" all'identità della nostra nazione.















