Marco De Marinis è professore ordinario di Discipline Teatrali all'Università di Bologna. Dal 2004 al 2017 è stato il responsabile scientifico del Centro di Promozione Teatrale La Soffitta. Dirige la rivista "Culture Teatrali" da lui fondata nel 1999. I suoi scritti sono tradotti nelle principali lingue. Fra gli ultimi volumi pubblicati : Il teatro dopo l'età d'oro. Novecento e oltre, Bulzoni, 2013 ; Etienne Decroux and His Theatre Laboratory, Icarus Press-Routledge, 2015.
Ripensare il Novecento teatrale. Paesaggi e spaesamenti
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- Nombre de pages358
- FormatGrand Format
- PrésentationBroché
- Poids0.51 kg
- Dimensions15,0 cm × 21,1 cm × 2,2 cm
- ISBN978-88-6897-128-1
- EAN9788868971281
- Date de parution01/01/2018
- CollectionCulture Teatrali
- ÉditeurBulzoni Editore
Résumé
Questo non è un libro per quanti ritengono che il Novecento teatrale non abbia più segreti da svelarci, che sia stato studiato fin troppo (soprattutto certi maestri : ah Grotowski, ancora lui ! no, di nuovo Artaud ! eccetera). Soprattutto questo non è un libro per quanti pensano che il Novecento teatrale non ci riguardi più, non abbia più niente da insegnarci, a noi studiosi e agli artisti, perché stiamo vivendo una stagione del tutto diversa, nella quale ormai il teatro (o quel che ne resta) si fa in base a riferimenti e presupposti che poco o nulla hanno a che vedere con le vicende del secolo scorso.
Evidentemente io sono fra quelli che la pensano in maniera opposta e che considerano deleteria, negli studi non meno che nella pratica, quella dittatura del presente e quella vaga interdisciplinarità extraterritoriale alla quale sembra che pochi ormai sappiano resistere. Per tutti gli altri questo libro offre un'ulteriore tappa delle mie indagini sul Novecento teatrale come nostra tradizione e come archeologia dell'oggi e del futuro prossimo.
Un filo abbastanza stretto lo lega a In cerca dell'attore, di quasi venti anni fa, e al più recente Il teatro dopo l'età d'oro. Al primo è accomunato dall'impegno a rivisitare alcune questioni chiave, come la regia, il processo creativo, la drammaturgia dell'attore ; al secondo invece lo accosta il deciso spostamento del baricentro sulla fase post-novecentesca, soprattutto per quanto riguarda le vicende del nuovo teatro italiano lungo più di tre generazioni artistiche.
Evidentemente io sono fra quelli che la pensano in maniera opposta e che considerano deleteria, negli studi non meno che nella pratica, quella dittatura del presente e quella vaga interdisciplinarità extraterritoriale alla quale sembra che pochi ormai sappiano resistere. Per tutti gli altri questo libro offre un'ulteriore tappa delle mie indagini sul Novecento teatrale come nostra tradizione e come archeologia dell'oggi e del futuro prossimo.
Un filo abbastanza stretto lo lega a In cerca dell'attore, di quasi venti anni fa, e al più recente Il teatro dopo l'età d'oro. Al primo è accomunato dall'impegno a rivisitare alcune questioni chiave, come la regia, il processo creativo, la drammaturgia dell'attore ; al secondo invece lo accosta il deciso spostamento del baricentro sulla fase post-novecentesca, soprattutto per quanto riguarda le vicende del nuovo teatro italiano lungo più di tre generazioni artistiche.


