In una scuola serale a nord di Milano, un giovane professore insegna italiano a una classe di immigrati di diverse nazionalità : magrebini, albanesi, sudamericani, perfino un quarantenne con tre figli e una laurea in ingegneria, conseguita in Iraq. Tra di loro ci sono Cesar e Apollinaire, padre e figlio sbarcati in Italia dalla Costa d'Avo-rio, Amin l'albanese, partito a bordo di un gommone e arrivato a Brindisi a nuoto, Rafkani e Mohammed, il più silenzioso degli alunni.
Le loro lezioni sono, pero, insolite, perché a ravvivarle, sul finire, arriva nonno Paplush, personaggio amato da tutti e memoria storica del luogo : si affaccia alla porta, si siede in prima fila e inizia a raccontare la sua giornata e il suo passato, di quando, insieme a Ottavio, faceva l'operaio alla te-leria, "la madre che ci ha dato da vivere" ; di quella volta che nel 1954 sorprese Fausto Coppi a fare pipi su un muro durante una tappa a cronometro ; di quando frequenta-va la vecchia locanda dove la giovane Ros-sana sognava di fare, un giorno, la ballerina e intanto cucinava per tutti e cresceva un figlio non riconosciuto dal padre.
Ma fra i ricordi dolceamari di Paplush c'e una figura che ritorna sempre, l'antico pioppo della Corte del Villoresi con cui il nonno ha un legame speciale...
In una scuola serale a nord di Milano, un giovane professore insegna italiano a una classe di immigrati di diverse nazionalità : magrebini, albanesi, sudamericani, perfino un quarantenne con tre figli e una laurea in ingegneria, conseguita in Iraq. Tra di loro ci sono Cesar e Apollinaire, padre e figlio sbarcati in Italia dalla Costa d'Avo-rio, Amin l'albanese, partito a bordo di un gommone e arrivato a Brindisi a nuoto, Rafkani e Mohammed, il più silenzioso degli alunni.
Le loro lezioni sono, pero, insolite, perché a ravvivarle, sul finire, arriva nonno Paplush, personaggio amato da tutti e memoria storica del luogo : si affaccia alla porta, si siede in prima fila e inizia a raccontare la sua giornata e il suo passato, di quando, insieme a Ottavio, faceva l'operaio alla te-leria, "la madre che ci ha dato da vivere" ; di quella volta che nel 1954 sorprese Fausto Coppi a fare pipi su un muro durante una tappa a cronometro ; di quando frequenta-va la vecchia locanda dove la giovane Ros-sana sognava di fare, un giorno, la ballerina e intanto cucinava per tutti e cresceva un figlio non riconosciuto dal padre.
Ma fra i ricordi dolceamari di Paplush c'e una figura che ritorna sempre, l'antico pioppo della Corte del Villoresi con cui il nonno ha un legame speciale...