Luigi Meneghello (Malo 1922 - Thiene 2007) ha esordito nel 1963 con Libera nos a malo, tra le opere letterarie più rappresentative del Novecento italiano. Sono disponibili in BUR Libera nos a malo, I piccoli maestri, Trapianti, Jura, L'apprendistato, Maredè, maredè..., La materia di Reading, Pomo pero e Bau-Sète !
Il dispatrio
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- Nombre de pages209
- FormatGrand Format
- PrésentationBroché
- Poids0.235 kg
- Dimensions13,0 cm × 20,0 cm × 2,0 cm
- ISBN978-88-17-10622-1
- EAN9788817106221
- Date de parution01/03/2022
- CollectionBur Contemporanea
- ÉditeurRizzoli
Résumé
E la primavera del 1947 quando il giovane Meneghel-lo si trasferisce dall'Italia in Inghilterra, approdando, prima borsista poi docente, all'Università di Reading, per un'avventura che durerà più di quarant'an-ni. Non è un esilio, il suo, né un espatrio. E qualcosa che non ha nome fino a quando non è lui stesso a darglielo : "dispatrio", una parola che ai tempi non si trovava nei dizionari. Dispatrio è qualcosa che ha il potere di stravolgere la cultura acquisita e, con questa, le strutture della personalità : non solo migrare, ma vivere e pensare in equilibrio tra due sistemi linguistici e culturali.
Per scorci e frammenti autoironici, l'autore distilla tra le pagine di questo libro il senso della sua esperienza inglese, registrando il contatto di due sistemi sociali e culturali diversi, non di rado passando per un altro polo : il dialetto vicentino, la sua vera madrelingua, più adatto dell'italiano a farsi carico dei significati apparentemente indicibili. Con questi strumenti linguistici, e una scrittura tagliente, Meneghello racconta le ambizioni - talvolta mal concepite - dell'italiano appena arrivato nella pragmatica Inghilterra, che gli offre un nuovo punto d'osservazione sulla patria e quindi sulla propria identità.
Per scorci e frammenti autoironici, l'autore distilla tra le pagine di questo libro il senso della sua esperienza inglese, registrando il contatto di due sistemi sociali e culturali diversi, non di rado passando per un altro polo : il dialetto vicentino, la sua vera madrelingua, più adatto dell'italiano a farsi carico dei significati apparentemente indicibili. Con questi strumenti linguistici, e una scrittura tagliente, Meneghello racconta le ambizioni - talvolta mal concepite - dell'italiano appena arrivato nella pragmatica Inghilterra, che gli offre un nuovo punto d'osservazione sulla patria e quindi sulla propria identità.




