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Vicolo Tobagi
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- Nombre de pages130
- FormatPDF
- ISBN978-88-6438-761-1
- EAN9788864387611
- Date de parution16/03/2018
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille6 Mo
- Infos supplémentairespdf
- ÉditeurEditrice ZONA
Résumé
Non ci sono terroristi buoni da perdonare e terroristi cattivi da far tornare in galera, non ci sono nuovi colpevoli da assicurare alla giustizia, c'è soltanto un periodo della nostra storia che è costato la vita di molti e che va ancora chiuso e chiarito. Se la nostra democrazia fosse forte e sicura come tutti la vorremmo, potrebbe chiudere i conti, assegnando a ciascuno la giusta e legittima collocazione.
Antonello De Stefano è il fratello di Manfredi De Stefano, condannato a 28 anni e 4 mesi per l'omicidio del giornalista Walter Tobagi e morto in carcere nel 1984. La discussa sentenza di quel processo - che rimise subito in libertà gli esecutori materiali, perché collaboratori di giustizia, e colpì ben più severamente coloro che ebbero un ruolo di supporto - ha lasciato aperte per quasi 40 anni troppe domande.
L'autore ha deciso di intervenire su quelle domande col trasporto che gli viene dal suo coinvolgimento personale e da una buona dose di passione civile, consultando le fonti disponibili e le carte processuali. Lo fa in maniera ragionativa, né prettamente narrativa, né giornalistica. Non sposa la "teoria del complotto" ma invoca il legittimo sospetto che - in questa come in altre vicende italiane - il ruolo di forze interne agli apparati dello Stato non sia stato sempre onesto e trasparente: come nel caso delle lobby e delle logge che ancora si agitano in fondo all'oscuro Vicolo Tobagi.
Antonello De Stefano è il fratello di Manfredi De Stefano, condannato a 28 anni e 4 mesi per l'omicidio del giornalista Walter Tobagi e morto in carcere nel 1984. La discussa sentenza di quel processo - che rimise subito in libertà gli esecutori materiali, perché collaboratori di giustizia, e colpì ben più severamente coloro che ebbero un ruolo di supporto - ha lasciato aperte per quasi 40 anni troppe domande.
L'autore ha deciso di intervenire su quelle domande col trasporto che gli viene dal suo coinvolgimento personale e da una buona dose di passione civile, consultando le fonti disponibili e le carte processuali. Lo fa in maniera ragionativa, né prettamente narrativa, né giornalistica. Non sposa la "teoria del complotto" ma invoca il legittimo sospetto che - in questa come in altre vicende italiane - il ruolo di forze interne agli apparati dello Stato non sia stato sempre onesto e trasparente: come nel caso delle lobby e delle logge che ancora si agitano in fondo all'oscuro Vicolo Tobagi.



