Teatri di figura. La poesia di burattini e marionette fra tradizione e sperimentazione
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- FormatPDF
- ISBN978-88-7470-362-3
- EAN9788874703623
- Date de parution22/04/2014
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille27 Mo
- Infos supplémentairespdf
- ÉditeurEdizioni di Pagina
Résumé
Nel dedicare un convegno ai « Teatri di figura »
(Verona, 22-24 novembre 2012) siamo stati
mossi in particolare dal desiderio di approfondire
alcune tematiche: il rapporto fra tradizione e
innovazione, le relazioni del teatro di figura con
altri linguaggi artistici, l'incidenza dell'idea di
marionetta sulla concezione dei personaggi di
certa drammaturgia primonovecentesca come
sulla nuova figura di performer auspicata dai riteatralizzatori e dalle avanguardie.
Accanto a interventi che testimoniassero la persistente vitalità artistica nella contemporaneità del teatro di figura nelle sue modalità "all'antica", dunque, si sono cercati contributi che, aprendo a dimensioni etiche ed estetiche di straordinario fascino e novità, evidenziassero anche la pluralità linguistica propria del teatro di figura del secondo Novecento. Raccogliendo tali riflessioni per la stampa è nato un testo che, nell'indagare l'ideale contemporaneo di un "marionettismo" integrale - cioè di un teatro puro e perfetto perché affidato al protagonismo di simulacri mobili e congegni meccanici (o di performer che sappiano farsene il vivente corrispettivo) -, si propone di instillare interesse e, perché no, un po' d'amore, per il mondo meraviglioso degli attori di pezza, di legno e d'ombra.
Accanto a interventi che testimoniassero la persistente vitalità artistica nella contemporaneità del teatro di figura nelle sue modalità "all'antica", dunque, si sono cercati contributi che, aprendo a dimensioni etiche ed estetiche di straordinario fascino e novità, evidenziassero anche la pluralità linguistica propria del teatro di figura del secondo Novecento. Raccogliendo tali riflessioni per la stampa è nato un testo che, nell'indagare l'ideale contemporaneo di un "marionettismo" integrale - cioè di un teatro puro e perfetto perché affidato al protagonismo di simulacri mobili e congegni meccanici (o di performer che sappiano farsene il vivente corrispettivo) -, si propone di instillare interesse e, perché no, un po' d'amore, per il mondo meraviglioso degli attori di pezza, di legno e d'ombra.
Nel dedicare un convegno ai « Teatri di figura »
(Verona, 22-24 novembre 2012) siamo stati
mossi in particolare dal desiderio di approfondire
alcune tematiche: il rapporto fra tradizione e
innovazione, le relazioni del teatro di figura con
altri linguaggi artistici, l'incidenza dell'idea di
marionetta sulla concezione dei personaggi di
certa drammaturgia primonovecentesca come
sulla nuova figura di performer auspicata dai riteatralizzatori e dalle avanguardie.
Accanto a interventi che testimoniassero la persistente vitalità artistica nella contemporaneità del teatro di figura nelle sue modalità "all'antica", dunque, si sono cercati contributi che, aprendo a dimensioni etiche ed estetiche di straordinario fascino e novità, evidenziassero anche la pluralità linguistica propria del teatro di figura del secondo Novecento. Raccogliendo tali riflessioni per la stampa è nato un testo che, nell'indagare l'ideale contemporaneo di un "marionettismo" integrale - cioè di un teatro puro e perfetto perché affidato al protagonismo di simulacri mobili e congegni meccanici (o di performer che sappiano farsene il vivente corrispettivo) -, si propone di instillare interesse e, perché no, un po' d'amore, per il mondo meraviglioso degli attori di pezza, di legno e d'ombra.
Accanto a interventi che testimoniassero la persistente vitalità artistica nella contemporaneità del teatro di figura nelle sue modalità "all'antica", dunque, si sono cercati contributi che, aprendo a dimensioni etiche ed estetiche di straordinario fascino e novità, evidenziassero anche la pluralità linguistica propria del teatro di figura del secondo Novecento. Raccogliendo tali riflessioni per la stampa è nato un testo che, nell'indagare l'ideale contemporaneo di un "marionettismo" integrale - cioè di un teatro puro e perfetto perché affidato al protagonismo di simulacri mobili e congegni meccanici (o di performer che sappiano farsene il vivente corrispettivo) -, si propone di instillare interesse e, perché no, un po' d'amore, per il mondo meraviglioso degli attori di pezza, di legno e d'ombra.












