Nel mondo plasmato dalle macchine e dalla tecnica entrata nell'era del digitale, abita l'uomo.
Ma l'uomo, questo "uomo interpellato", vi abita con disagio o con soddisfazione? Il presente volume, a partire da questo tenore di questioni, si interroga principalmente sull'identità e lo statuto di siffatto "uomo interpellato", evidenziando un preliminare spartiacque per ogni
ipotesi di neo-umanesimo a venire nella irreversibilità delle acquisizioni,
comunque straordinarie sia dal punto di vista concettuale che pratico-applicativo, del soggetto agente venuto fuori dalla ineludibile rivoluzione del moderno.
Nel mondo plasmato dalle macchine e dalla tecnica entrata nell'era del digitale, abita l'uomo.
Ma l'uomo, questo "uomo interpellato", vi abita con disagio o con soddisfazione? Il presente volume, a partire da questo tenore di questioni, si interroga principalmente sull'identità e lo statuto di siffatto "uomo interpellato", evidenziando un preliminare spartiacque per ogni
ipotesi di neo-umanesimo a venire nella irreversibilità delle acquisizioni,
comunque straordinarie sia dal punto di vista concettuale che pratico-applicativo, del soggetto agente venuto fuori dalla ineludibile rivoluzione del moderno.