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Sotto un cielo diviso. Architetture nella Guerra fredda
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- Nombre de pages240
- FormatPDF
- ISBN978-88-229-1566-5
- EAN9788822915665
- Date de parution05/02/2026
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille2 Mo
- Infos supplémentairespdf
- ÉditeurQuodlibet
Résumé
Il libro propone una originale narrazione della storia dell'architettura novecentesca e, in particolare, del quadro della « tarda modernità », che trae impulso decisivo dalle trasformazioni legate al secondo conflitto mondiale. Sono i densissimi, cruciali decenni in cui vanno disponendosi i tasselli fondamentali del mondo globalizzato.
La Guerra fredda, lungi dall'essere un semplice sfondo o ambito di esclusiva pertinenza politica e militare, assume in questa cornice l'evidenza di un decisivo fattore di modernizzazione, generatore di trasferimenti di risorse, di antagonismi e barriere, ma anche di forme inedite di scambio e circolazione che interessano Ovest, Est e Sud del mondo.
È una presenza pervasiva che orienta indirizzi e opzioni di sviluppo, influenzando la vita quotidiana di milioni di persone. Se ne possono cogliere indizi, impronte e riflessi nella ricerca e nella competizione tecnologica, nell'organizzazione dei cantieri, così come nelle politiche culturali e nei dibattiti sulle riviste, nelle Esposizioni, nelle opere realizzate e nei contributi teorici, negli immaginari cui attinge la cultura progettuale. Avvalendosi dei risultati delle più recenti ricerche storiche e lavorando su un vasto repertorio di fonti sui due lati della Cortina di ferro e dell'oceano Atlantico, il volume propone una serie eterogenea ma non casuale di affondi che trattano, secondo diverse prospettive e scale, una materia ricca e in parte inesplorata.
Le nuove avanguardie che animano la scena europea a partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta, le diverse fasi dell'era staliniana e della destalinizzazione e le loro implicazioni internazionali, la diffusione della prefabbricazione, la galassia megastrutturale, l'emergere di sensibilità regionaliste in alcuni contesti « periferici », la nuova centralità del tempo libero e il protagonismo degli ingegneri - tutto ciò delinea uno scenario plasmato dal confronto ideologico fra le due potenze, di cui la vicenda della torre di Ostankino offre una perfetta esemplificazione.
È una presenza pervasiva che orienta indirizzi e opzioni di sviluppo, influenzando la vita quotidiana di milioni di persone. Se ne possono cogliere indizi, impronte e riflessi nella ricerca e nella competizione tecnologica, nell'organizzazione dei cantieri, così come nelle politiche culturali e nei dibattiti sulle riviste, nelle Esposizioni, nelle opere realizzate e nei contributi teorici, negli immaginari cui attinge la cultura progettuale. Avvalendosi dei risultati delle più recenti ricerche storiche e lavorando su un vasto repertorio di fonti sui due lati della Cortina di ferro e dell'oceano Atlantico, il volume propone una serie eterogenea ma non casuale di affondi che trattano, secondo diverse prospettive e scale, una materia ricca e in parte inesplorata.
Le nuove avanguardie che animano la scena europea a partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta, le diverse fasi dell'era staliniana e della destalinizzazione e le loro implicazioni internazionali, la diffusione della prefabbricazione, la galassia megastrutturale, l'emergere di sensibilità regionaliste in alcuni contesti « periferici », la nuova centralità del tempo libero e il protagonismo degli ingegneri - tutto ciò delinea uno scenario plasmato dal confronto ideologico fra le due potenze, di cui la vicenda della torre di Ostankino offre una perfetta esemplificazione.



