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senza posa. Lorenzo Lotto, tra Venezia, Bergamo e le Marche
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- Nombre de pages159
- FormatePub
- ISBN1254560259
- EAN9791254560259
- Date de parution28/10/2022
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille9 Mo
- Infos supplémentairesepub
- ÉditeurEnrico Damiani Editore
Résumé
Un "romanzo biografico" che ridà voce a uno dei più grandi artisti del nostro Cinquecento.
Lorenzo Lotto non ha vita facile. Nato nel periodo piu` glorioso dell'arte italiana, si trova a competere con Leonardo e Raffaello, Michelangelo e Tiziano. Cosi`, pur essendo uno dei piu` grandi artisti del suo tempo, da` il meglio di se? in provincia, in centri minori o addirittura in paesini quasi introvabili sulla mappa.
Una carriera in movimento, la sua, tra il Veneto, la Lombardia, le Marche, che vede in Bergamo una tappa cruciale e che lo conduce alla meta finale, il santuario di Loreto. Un approdo scritto nel nome "Lorenzo", cosi` come lo e` il destino di "lottare" per un successo che sembra sfuggire sempre dalle dita. Proprio sulle soglie del santuario, l'ormai anziano pittore e` colto da Stefano Zuffi mentre sussurra a monsignor Gaspare Dotti il racconto della sua vita: una confessione senza veli, che porta il lettore dentro ai capolavori e alle vicende di una esistenza tortuosa.
Ne emerge il ritratto intimo di un uomo che Pietro Aretino, in una lettera agrodolce, ha definito « piu` della bonta` buono e piu` della virtu` virtuoso ».
Una carriera in movimento, la sua, tra il Veneto, la Lombardia, le Marche, che vede in Bergamo una tappa cruciale e che lo conduce alla meta finale, il santuario di Loreto. Un approdo scritto nel nome "Lorenzo", cosi` come lo e` il destino di "lottare" per un successo che sembra sfuggire sempre dalle dita. Proprio sulle soglie del santuario, l'ormai anziano pittore e` colto da Stefano Zuffi mentre sussurra a monsignor Gaspare Dotti il racconto della sua vita: una confessione senza veli, che porta il lettore dentro ai capolavori e alle vicende di una esistenza tortuosa.
Ne emerge il ritratto intimo di un uomo che Pietro Aretino, in una lettera agrodolce, ha definito « piu` della bonta` buono e piu` della virtu` virtuoso ».






