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Roma tra archeologia e città. Rigenerare l'area centrale attraverso la città pubblica
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- Nombre de pages192
- FormatPDF
- ISBN978-88-229-1547-4
- EAN9788822915474
- Date de parution28/01/2026
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille9 Mo
- Infos supplémentairespdf
- ÉditeurQuodlibet
Résumé
Quale ruolo possono assumere gli spazi aperti nel ridisegnare il rapporto tra città e archeologia? Come la natura può farsi strumento per valorizzare, rigenerare e reinterpretare il Centro Monumentale di Roma? In un contesto in cui le rovine sono spesso ridotte a semplici quinte turistiche, questo volume esplora modalità per restituire significato, forma e funzione a uno spazio urbano stratificato, frammentato e spesso isolato.
La proposta non si limita alla valorizzazione conservativa del patrimonio archeologico, ma ambisce a restituirgli centralità attraverso il progetto di paesaggio e l'intervento sui margini. L'obiettivo è lo spazio pubblico, nella sua accezione più inclusiva e plurale. Giardini, margini urbani e percorsi infrastrutturali diventano elementi fondamentali per rileggere l'identità dei luoghi e per riattivare la città in chiave civica e culturale. Il paesaggio - naturale e minerale - è qui inteso come dispositivo progettuale capace di integrare monumento e contemporaneità, memoria e riuso.
Centrale è anche l'indagine sul ruolo delle "aree di bordo", spazi di transizione spesso trascurati, ma strategici per ricucire la frattura tra città e parco archeologico. Il testo si inserisce nel dibattito attuale sulla gestione del patrimonio e sulle politiche urbane, in un momento in cui l'afflusso turistico e gli investimenti pubblici impongono una visione strategica. Non si tratta più soltanto di conservare, ma di costruire una nuova forma urbana, in grado di riconoscere e valorizzare la complessità del paesaggio storico, restituendolo a una funzione sociale e contemporanea attraverso la rigenerazione della città pubblica.
La proposta non si limita alla valorizzazione conservativa del patrimonio archeologico, ma ambisce a restituirgli centralità attraverso il progetto di paesaggio e l'intervento sui margini. L'obiettivo è lo spazio pubblico, nella sua accezione più inclusiva e plurale. Giardini, margini urbani e percorsi infrastrutturali diventano elementi fondamentali per rileggere l'identità dei luoghi e per riattivare la città in chiave civica e culturale. Il paesaggio - naturale e minerale - è qui inteso come dispositivo progettuale capace di integrare monumento e contemporaneità, memoria e riuso.
Centrale è anche l'indagine sul ruolo delle "aree di bordo", spazi di transizione spesso trascurati, ma strategici per ricucire la frattura tra città e parco archeologico. Il testo si inserisce nel dibattito attuale sulla gestione del patrimonio e sulle politiche urbane, in un momento in cui l'afflusso turistico e gli investimenti pubblici impongono una visione strategica. Non si tratta più soltanto di conservare, ma di costruire una nuova forma urbana, in grado di riconoscere e valorizzare la complessità del paesaggio storico, restituendolo a una funzione sociale e contemporanea attraverso la rigenerazione della città pubblica.



