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Quel che resta degli uomini. Sulla mascolinità
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- Nombre de pages288
- FormatePub
- ISBN1254802298
- EAN9791254802298
- Date de parution10/10/2025
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille536 Ko
- Infos supplémentairesepub
- ÉditeurNottetempo
Résumé
Una nuova ondata di crisi sta attraversando l'universo maschile. Dalle difficoltà scolastiche alla fuga dal lavoro, dall'analfabetismo emotivo all'isolamento digitale, i segnali di disagio e disorientamento si moltiplicano. I giovani uomini appaiono sempre più impreparati ad affrontare un mondo diverso da quello dei loro padri.
La questione maschile, tuttavia, non è solo un fenomeno sociale e psicologico.
Sta diventando terreno di una battaglia culturale e politica. Da un lato le forze conservatrici offrono facili risposte nostalgiche, promettendo il ritorno a una virilità perduta. Dall'altro i progressisti, pur criticando i modelli patriarcali, non riescono a proporre alternative costruttive e rischiano di lasciare un vuoto pronto per essere riempito da narrazioni regressive e potenzialmente dannose.
In questo contesto emergono fenomeni come la manosphere - vasto ecosistema di comunità digitali dove antifemminismo e misoginia circolano liberi da filtri - e figure come Andrew Tate, che promuovono modelli di "mascolinità ipertrofica" e narrazioni che trasformano il disagio individuale in rancore collettivo. Quel che resta degli uomini rifiuta sia l'idealizzazione di modelli virili obsoleti, sia la tendenza a sminuire i problemi dei maschi come meri lamenti da privilegiati.
Aiutare i ragazzi a scoprire cosa li muove, e ad accogliere la propria vulnerabilità, "può essere il primo passo per incrinare quel monolite di potere cementato dalla fratellanza che chiamiamo mascolinità".
Sta diventando terreno di una battaglia culturale e politica. Da un lato le forze conservatrici offrono facili risposte nostalgiche, promettendo il ritorno a una virilità perduta. Dall'altro i progressisti, pur criticando i modelli patriarcali, non riescono a proporre alternative costruttive e rischiano di lasciare un vuoto pronto per essere riempito da narrazioni regressive e potenzialmente dannose.
In questo contesto emergono fenomeni come la manosphere - vasto ecosistema di comunità digitali dove antifemminismo e misoginia circolano liberi da filtri - e figure come Andrew Tate, che promuovono modelli di "mascolinità ipertrofica" e narrazioni che trasformano il disagio individuale in rancore collettivo. Quel che resta degli uomini rifiuta sia l'idealizzazione di modelli virili obsoleti, sia la tendenza a sminuire i problemi dei maschi come meri lamenti da privilegiati.
Aiutare i ragazzi a scoprire cosa li muove, e ad accogliere la propria vulnerabilità, "può essere il primo passo per incrinare quel monolite di potere cementato dalla fratellanza che chiamiamo mascolinità".



