Punto, a capo. La vita dopo il suicidio di mio figlio
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- FormatePub
- ISBN978-88-590-1074-6
- EAN9788859010746
- Date de parution11/01/2016
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille758 Ko
- Infos supplémentairesepub
- ÉditeurEdizioni Centro Studi Erickson
Résumé
È stato il 20 novembre 2012 il giorno in cui si suicidò mio figlio. Scelse di lasciare dondolare il suo ultimo pensiero, senza peso. Legando il suo collo a una sciarpa; l'altro nodo stretto a una scala.
Nessuna condanna, nessuna spiegazione, nessuna pena espressa. Coi giornali a calcare la notizia del suicidio del "ragazzo dai pantaloni rosa". Con le indagini aperte e poi archiviate in un calvario continuo che spana i limiti del dicibile.
E io - parte integrante di una famiglia distrutta - ho dovuto imparare ad amare ed educare ciò che mi era rimasto: un dolore senza fine. È il 20 novembre 2012: un ragazzo di 15 anni si toglie la vita nella sua casa di Roma, legandosi una sciarpa intorno al collo. Si chiama Andrea Spezzacatena, ma il suo nome lo ricordano in pochi perché da subito tutti prendono a chiamarlo « il ragazzo dai pantaloni rosa », alimentando una serie di allusioni e pregiudizi che per molto tempo peseranno, e ancora pesano, su questa storia. In questo libro però non si tratta di questo, non si tratta di cercare colpevoli, fare processi ed emettere sentenze.
Non si tratta del figlio che non c'è più, ma della madre che resta. Teresa Manes ci offre la sua testimonianza di sopravvissuta, ci porta - senza retorica - nelle pieghe di un percorso faticosissimo di elaborazione del lutto e ricerca di senso.
E io - parte integrante di una famiglia distrutta - ho dovuto imparare ad amare ed educare ciò che mi era rimasto: un dolore senza fine. È il 20 novembre 2012: un ragazzo di 15 anni si toglie la vita nella sua casa di Roma, legandosi una sciarpa intorno al collo. Si chiama Andrea Spezzacatena, ma il suo nome lo ricordano in pochi perché da subito tutti prendono a chiamarlo « il ragazzo dai pantaloni rosa », alimentando una serie di allusioni e pregiudizi che per molto tempo peseranno, e ancora pesano, su questa storia. In questo libro però non si tratta di questo, non si tratta di cercare colpevoli, fare processi ed emettere sentenze.
Non si tratta del figlio che non c'è più, ma della madre che resta. Teresa Manes ci offre la sua testimonianza di sopravvissuta, ci porta - senza retorica - nelle pieghe di un percorso faticosissimo di elaborazione del lutto e ricerca di senso.




