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Preti senza battesimo?. Una provocazione, non un giudizio
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- FormatePub
- ISBN978-88-922-0620-5
- EAN9788892206205
- Date de parution30/04/2018
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille237 Ko
- Infos supplémentairesepub
- ÉditeurSan Paolo Edizioni
Résumé
Il battesimo è la fonte del ministero presbiterale: dall'essere battezzati si origina, dunque, il "servizio" alla comunità, non il "potere" su di essa. Questo l'assunto che fa da trama al libro di fratel MichaelDavide: « . il sacerdote non è il capo a cui i battezzati si sentono subordinati, ma deve sentirsi destinato dal sacramento dell'Ordine a servire i battezzati, poiché è anche e fondamentalmente un battezzato ».
Il sacramento dell'ordine è oggi più che mai nell'occhio del ciclone, a causa di vari e ripetuti scandali, di accuse in cui abuso di potere e sconfinamento negli abusi sessuali hanno minato profondamente la fiducia del "popolo dei credenti" e, ancor più "del popolo dei lontani".
È più che mai necessario passare dall'indignazione alla conversione, innanzitutto mettendo in discussione radicalmente le ragioni degli scandali e degli abusi. Ogni ambito della vita della Chiesa, e in particolare quello dei ministri ordinati, è chiamato a confrontarsi in modo radicale con la propria fragilità. Occorre smettere di immaginare, in modo molto ingenuo e irrealistico, che il prete non abbia una vita emotiva e sessuale come tutti gli altri.
Al contrario, deve affrontare questa sua dimensione non solo lungo la propria vita (come accade a chiunque), ma dentro la propria avventura pastorale, con il soccorso di una guida spirituale e in uno scambio fraterno e amichevole. Fuori da una sacralità presunta e non più sostenibile, è a questo scopo che l'autore di questo libro affronta i temi dell'omosessualità, della devianza sessuale, del celibato di "facciata": non per giudicare, ma per alimentare una discussione senza timore o imbarazzo.
In gioco c'è il significato stesso dell'essere cristiani.
È più che mai necessario passare dall'indignazione alla conversione, innanzitutto mettendo in discussione radicalmente le ragioni degli scandali e degli abusi. Ogni ambito della vita della Chiesa, e in particolare quello dei ministri ordinati, è chiamato a confrontarsi in modo radicale con la propria fragilità. Occorre smettere di immaginare, in modo molto ingenuo e irrealistico, che il prete non abbia una vita emotiva e sessuale come tutti gli altri.
Al contrario, deve affrontare questa sua dimensione non solo lungo la propria vita (come accade a chiunque), ma dentro la propria avventura pastorale, con il soccorso di una guida spirituale e in uno scambio fraterno e amichevole. Fuori da una sacralità presunta e non più sostenibile, è a questo scopo che l'autore di questo libro affronta i temi dell'omosessualità, della devianza sessuale, del celibato di "facciata": non per giudicare, ma per alimentare una discussione senza timore o imbarazzo.
In gioco c'è il significato stesso dell'essere cristiani.














