È nata nel 1949, giornalista, vive a Roma. Ha lavorato a "Paese Sera" e "Repubblica", ha diretto il tg di VideoMusic e il Tg3 della Rai.
Ha pubblicato romanzi e libri di inchiesta e costume, tra cui "Occhi di maschio. Le donne e la televisione in Italia" (Donzelli 2011).
È nata nel 1958, vive a Roma. È dirigente generale della Pubblica amministrazione, con incarichi in materia di politiche sociali internazionali, politiche del lavoro, immigrazione, controllo sugli enti pubblici.
Dirige la rivista "Nuova etica pubblica".
Polpettology. Storia, filosofia e ricette della polpetta. Teoria e pratica del cibo più amato al mondo
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- Nombre de pages136
- FormatePub
- ISBN978-88-6266-886-6
- EAN9788862668866
- Date de parution24/10/2018
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille2 Mo
- Infos supplémentairesepub
- ÉditeurPiero Manni
Résumé
Certo non è solenne come la lasagna. Non è raffinata come una crêpe al tartufo. Non è effervescente come i gamberoni al curry. Ma è comoda come una pantofola. Familiare come la voce della ninna nanna. Saporita come una battuta popolare.
La polpetta non è aggressiva, non è esibizionista, non è possessiva. Se dovessimo scegliere un cibo da decretare piatto nazionale, sarebbe certo lei.
È una pietanza locale che in ogni regione ha la sua declinazione, e si ritrova in tutte le culture del mondo.
È un cibo plurimillenario, che ha saputo adattarsi alla contemporaneità, e se negli anni Sessanta nessun bravo padrone di casa le avrebbe offerte per cena, oggi hanno conosciuto una riscossa, sono sempre più presenti non solo sulla mensa famigliare ma anche negli aperitivi al bar e nei light lunch alle convention.
E poi, basta aggiungere un po' di pane raffermo, formaggio, un uovo, ed ecco che quella che doveva essere una portata per due diventa per quattro, per sei, per otto.
Allora, cosa bolle in pentola?
Un libro di cucina - ma non solo, anche se contiene molte ricette di facile realizzazione.
Un libro di storia materiale - ma non solo, anche se racconta la polpetta dalle origini ai giorni nostri.
Soprattutto, questo è un libro di filosofia della polpetta, dal tono semiserio, in cui il piatto diventa metafora di un modo di essere, anzi di polpettare, che passa dal riutilizzo e riciclo, alla capacità di adattarsi, al gusto della condivisione.





