È nata a Shanghai e vive a San Francisco. Ha pubblicato racconti su "Vogue" e su "The Baltimore Review". "Piccoli dèi" è il suo primo romanzo, finalista al NYPL Young Lions Award e al LATimes First Fiction Prize, e incluso nella prima selezione del PEN Open Book Award.
Piccoli dèi
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- Nombre de pages336
- FormatePub
- ISBN978-88-7578-990-9
- EAN9788875789909
- Date de parution08/09/2021
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille1 Mo
- Infos supplémentairesepub
- ÉditeurCodice Edizioni
Résumé
La notte del 4 giugno 1989 la marea tumultuosa delle proteste di piazza Tienanmen riversa le sue vittime nei corridoi e nelle sale operatorie di un ospedale, dove una donna sta partorendo. Su Lan dà alla luce la sua bambina da sola, e diciassette anni dopo muore improvvisamente. La giovane Liya, che ha ereditato i silenzi e le contraddizioni della madre, è cresciuta negli Stati Uniti e non ha memoria del proprio Paese di origine, di cui a malapena ricorda la lingua.
Ora, impigliata nei lacci di un legame materno che è sempre stato scostante ma al tempo stesso tanto agognato, la ragazza è determinata a riportare le ceneri della madre in Cina, dove spera di ritrovare anche le sue radici. Dall'altra parte del mondo, in un territorio abitato dai fantasmi dei vivi e dei morti, ai ricordi di Liya si aggiungono i racconti di altre persone: Zhu Wen, l'ultima donna ad aver conosciuto Su Lan prima che lasciasse la Cina; Yongzong, il padre che Liya non ha mai conosciuto; e Zhang Bo, un amico dei tempi della scuola.
Quello che la ragazza ricompone pezzo dopo pezzo è il mosaico di una madre ambiziosa e tormentata, segnata dalla miseria e dalla voglia di riscatto. Meng Jin firma un romanzo d'esordio lirico e potente, una storia di migrazioni geografiche ed emotive, di fuga dal passato e di ricerca delle origini. Un romanzo definito da Publishers Weekly « ingegnoso ed emotivamente feroce », e che per il "Washington Post" tratteggia « il ritratto intenso di una donna bloccata dalla paura di voltarsi indietro ».
Ora, impigliata nei lacci di un legame materno che è sempre stato scostante ma al tempo stesso tanto agognato, la ragazza è determinata a riportare le ceneri della madre in Cina, dove spera di ritrovare anche le sue radici. Dall'altra parte del mondo, in un territorio abitato dai fantasmi dei vivi e dei morti, ai ricordi di Liya si aggiungono i racconti di altre persone: Zhu Wen, l'ultima donna ad aver conosciuto Su Lan prima che lasciasse la Cina; Yongzong, il padre che Liya non ha mai conosciuto; e Zhang Bo, un amico dei tempi della scuola.
Quello che la ragazza ricompone pezzo dopo pezzo è il mosaico di una madre ambiziosa e tormentata, segnata dalla miseria e dalla voglia di riscatto. Meng Jin firma un romanzo d'esordio lirico e potente, una storia di migrazioni geografiche ed emotive, di fuga dal passato e di ricerca delle origini. Un romanzo definito da Publishers Weekly « ingegnoso ed emotivamente feroce », e che per il "Washington Post" tratteggia « il ritratto intenso di una donna bloccata dalla paura di voltarsi indietro ».




