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Otto lezioni per architetti e designer. Riflessioni epistemologiche

Par : Luigi Zanzi, Riccardo Blumer
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  • Nombre de pages100
  • FormatPDF
  • ISBN978-88-229-1402-6
  • EAN9788822914026
  • Date de parution05/07/2023
  • Protection num.Digital Watermarking
  • Taille15 Mo
  • Infos supplémentairespdf
  • ÉditeurQuodlibet

Résumé

« Mi trovo sempre commosso e affascinato dalle avventure partecipative che si scatenano sempre nelle visitazioni, con Riccardo, di paesaggi e di architetture: afferrare gli avvenimenti delle forme come giochi di luci e ombre tra i monti e le selve degli ulivi; individuare rispondenze significative tra forme e intenti di destinazione; misurare l'adeguatezza delle strutture in rapporto alla loro funzione; intuire come le strutture costruttive adempiono non soltanto alla loro funzione strutturale, ma anche al contestuale fine di rappresentare sé stesse in quanto rappresentazioni costruttive (è, questo, l'aspetto dell'architettura che più aveva colpito Schelling) ». Le lezioni di epistemologia di Luigi Zanzi, qui raccolte per la prima volta, riflettono molto bene la sua Weltanschauung, quella di un divulgatore scientifico che - attraverso l'esperienza diretta dei luoghi e il dialogo con comunità diverse - ha costantemente portato avanti una propria personale maieutica filosofica: « Educare, ex-ducere, significa condurre fuori da qualcosa, portare fuori ciò che uno ha dentro e che adagio, adagio riesce a concepire, elaborare ».
Nasce da qui la sua affinità con l'atelier di architettura e design di Riccardo Blumer presso l'Accademia di architettura di Mendrisio, dove si è sempre alla ricerca della difficile ed esaltante strada della partecipazione diretta degli studenti all'elaborazione del progetto, senza cioè separare teoria e pratica, ma piuttosto tenendo insieme esperienza e riflessione, come avviene nell'ardua arte della traduzione o in quella, diversa ma simile, dell'alpinismo.
Non deve stupire dunque che l'analisi del territorio, ad esempio, implichi lo studio dell'attività casearia perché come nota l'autore « i Romani differenziavano i formaggi e al formaggio stagionato che veniva dalle montagne davano un nome speciale - non lo stesso che riferivano al pecorino, che era il grande formaggio romano -, lo chiamavano alpinus. Grande intelligenza nel sapere che i formaggi hanno a che fare con degli ambienti concreti ».
Le lezioni di Zanzi trattano sia questioni teoretiche (tempo, entropia, silenzio) sia temi o pratiche estremamente concrete e ordinarie (l'architettura del formaggio, la città di Varese, la processione, il ghiacciaio) senza soluzione di continuità e in modo scopertamente autobiografico. Come scrive Blumer, « Luigi non solo era un esperto di storia della montagna, uno storico, un filosofo, in parte un matematico, un fisico e un chimico, ma appunto anche uno scalatore e un ciclista, era una persona del pensiero e dell'azione ».