SOLDES
Jusqu'à -70% sur une sélection d'articles*
Otto lezioni per architetti e designer. Riflessioni epistemologiche
Par : ,Formats :
Disponible dans votre compte client Decitre ou Furet du Nord dès validation de votre commande. Le format PDF est :
- Compatible avec une lecture sur My Vivlio (smartphone, tablette, ordinateur)
- Compatible avec une lecture sur liseuses Vivlio
- Pour les liseuses autres que Vivlio, vous devez utiliser le logiciel Adobe Digital Edition. Non compatible avec la lecture sur les liseuses Kindle, Remarkable et Sony
, qui est-ce ?Notre partenaire de plateforme de lecture numérique où vous retrouverez l'ensemble de vos ebooks gratuitement
Pour en savoir plus sur nos ebooks, consultez notre aide en ligne ici
- Nombre de pages100
- FormatPDF
- ISBN978-88-229-1402-6
- EAN9788822914026
- Date de parution05/07/2023
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille15 Mo
- Infos supplémentairespdf
- ÉditeurQuodlibet
Résumé
« Mi trovo sempre commosso e affascinato
dalle avventure partecipative che si
scatenano sempre nelle visitazioni, con
Riccardo, di paesaggi e di architetture:
afferrare gli avvenimenti delle forme come
giochi di luci e ombre tra i monti e le
selve degli ulivi; individuare rispondenze
significative tra forme e intenti di
destinazione; misurare l'adeguatezza delle
strutture in rapporto alla loro funzione;
intuire come le strutture costruttive
adempiono non soltanto alla loro funzione
strutturale, ma anche al contestuale
fine di rappresentare sé stesse in quanto
rappresentazioni costruttive (è, questo,
l'aspetto dell'architettura che più aveva
colpito Schelling) ».
Le lezioni di epistemologia di Luigi Zanzi, qui raccolte per la prima
volta, riflettono molto bene la sua Weltanschauung, quella di un divulgatore scientifico che - attraverso l'esperienza diretta dei luoghi
e il dialogo con comunità diverse - ha costantemente portato avanti una propria personale maieutica filosofica: « Educare, ex-ducere,
significa condurre fuori da qualcosa, portare fuori ciò che uno ha
dentro e che adagio, adagio riesce a concepire, elaborare ».
Nasce da qui la sua affinità con l'atelier di architettura e design di Riccardo Blumer presso l'Accademia di architettura di Mendrisio, dove si è sempre alla ricerca della difficile ed esaltante strada della partecipazione diretta degli studenti all'elaborazione del progetto, senza cioè separare teoria e pratica, ma piuttosto tenendo insieme esperienza e riflessione, come avviene nell'ardua arte della traduzione o in quella, diversa ma simile, dell'alpinismo.
Non deve stupire dunque che l'analisi del territorio, ad esempio, implichi lo studio dell'attività casearia perché come nota l'autore « i Romani differenziavano i formaggi e al formaggio stagionato che veniva dalle montagne davano un nome speciale - non lo stesso che riferivano al pecorino, che era il grande formaggio romano -, lo chiamavano alpinus. Grande intelligenza nel sapere che i formaggi hanno a che fare con degli ambienti concreti ».
Le lezioni di Zanzi trattano sia questioni teoretiche (tempo, entropia, silenzio) sia temi o pratiche estremamente concrete e ordinarie (l'architettura del formaggio, la città di Varese, la processione, il ghiacciaio) senza soluzione di continuità e in modo scopertamente autobiografico. Come scrive Blumer, « Luigi non solo era un esperto di storia della montagna, uno storico, un filosofo, in parte un matematico, un fisico e un chimico, ma appunto anche uno scalatore e un ciclista, era una persona del pensiero e dell'azione ».
Nasce da qui la sua affinità con l'atelier di architettura e design di Riccardo Blumer presso l'Accademia di architettura di Mendrisio, dove si è sempre alla ricerca della difficile ed esaltante strada della partecipazione diretta degli studenti all'elaborazione del progetto, senza cioè separare teoria e pratica, ma piuttosto tenendo insieme esperienza e riflessione, come avviene nell'ardua arte della traduzione o in quella, diversa ma simile, dell'alpinismo.
Non deve stupire dunque che l'analisi del territorio, ad esempio, implichi lo studio dell'attività casearia perché come nota l'autore « i Romani differenziavano i formaggi e al formaggio stagionato che veniva dalle montagne davano un nome speciale - non lo stesso che riferivano al pecorino, che era il grande formaggio romano -, lo chiamavano alpinus. Grande intelligenza nel sapere che i formaggi hanno a che fare con degli ambienti concreti ».
Le lezioni di Zanzi trattano sia questioni teoretiche (tempo, entropia, silenzio) sia temi o pratiche estremamente concrete e ordinarie (l'architettura del formaggio, la città di Varese, la processione, il ghiacciaio) senza soluzione di continuità e in modo scopertamente autobiografico. Come scrive Blumer, « Luigi non solo era un esperto di storia della montagna, uno storico, un filosofo, in parte un matematico, un fisico e un chimico, ma appunto anche uno scalatore e un ciclista, era una persona del pensiero e dell'azione ».



