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NZ
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- Nombre de pages100
- FormatPDF
- ISBN978-88-97778-83-7
- EAN9788897778837
- Date de parution31/03/2025
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille3 Mo
- Infos supplémentairespdf
- ÉditeurIkonaliber
Résumé
NZ, o Nuova Zelanda, lavora sull'immaginazione del lettore come una mappa che invece di orientarlo debba felicemente e sensatamente indurlo a perdersi nei frammenti. Del resto già l'incipit del libro dichiara che siamo di fronte a « una collezione (anche catalogo) di frammenti di scrittura (con immagini, illustrazioni, disegni) », dei quali ha fatto nel tempo raccolta "Antonio Syxty". Le virgolette qui usate sottolineano la natura di azione/esperimento artistico della stessa identità in gioco: parte di una ongoing performance avviata molti anni fa, che prevede che l'autore e artista si presenti cosí pur non essendo quello il suo vero nome.
Ma perché poi "Nuova Zelanda"? Perché rappresenta, rispetto all'Italia, un luogo perfettamente agli antipodi; e, letterariamente, un antidoto forte al mainstream.it contemporaneo. In effetti il libro attiva o meglio registra una effettiva dislocazione o rilocazione identitaria, in cui chi scrive è in buona sostanza e primariamente un organismo di accumulo, o - come scrive A. S. in un appunto personale - in fondo « l'idea è che una biografia / autoritratto / opera possa creare continue derive di senso e accadimenti.
[.] Io penso che noi siamo un processo di accumulo », che si esplica in una euforica e delirante dérive e flânerie in grado di intercettare e disporre sulla pagina materiali i piú diversi: mappe, disegni, musiche, fotografie, storie altrui, estratti di notizie. In questo modo, in fondo, non è nemmeno Antonio Syxty (identità artistica) a scrivere: è semmai proprio e principalmente il materiale raccolto, che si precipita in pagina grazie alle virtú di calamita alchemica (altra espressione di A.
S.) dell'autore - con o senza virgolette. [Marco Giovenale]
Ma perché poi "Nuova Zelanda"? Perché rappresenta, rispetto all'Italia, un luogo perfettamente agli antipodi; e, letterariamente, un antidoto forte al mainstream.it contemporaneo. In effetti il libro attiva o meglio registra una effettiva dislocazione o rilocazione identitaria, in cui chi scrive è in buona sostanza e primariamente un organismo di accumulo, o - come scrive A. S. in un appunto personale - in fondo « l'idea è che una biografia / autoritratto / opera possa creare continue derive di senso e accadimenti.
[.] Io penso che noi siamo un processo di accumulo », che si esplica in una euforica e delirante dérive e flânerie in grado di intercettare e disporre sulla pagina materiali i piú diversi: mappe, disegni, musiche, fotografie, storie altrui, estratti di notizie. In questo modo, in fondo, non è nemmeno Antonio Syxty (identità artistica) a scrivere: è semmai proprio e principalmente il materiale raccolto, che si precipita in pagina grazie alle virtú di calamita alchemica (altra espressione di A.
S.) dell'autore - con o senza virgolette. [Marco Giovenale]



