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Matrilineare. La musica italiana nelle parole delle cantautrici

Par : Piergiorgio Pardo
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  • Nombre de pages439
  • FormatePub
  • ISBN978-88-3389-696-0
  • EAN9788833896960
  • Date de parution13/02/2026
  • Protection num.Digital Watermarking
  • Taille2 Mo
  • Infos supplémentairesepub
  • ÉditeurMinimum Fax

Résumé

Matrilineare è il titolo di un disco curato dai C. S. I. nel 1996 in cui, seguendo il filo rosso del matriarcato, si fondevano la musica tradizionale del Coro delle Mondine di Correggio e talenti emergenti come Cristina Donà e Ginevra Di Marco, in un'Italia rurale divisa fra tradizione e modernità. Una provocazione rivolta a un genere che in Italia era declinato quasi esclusivamente al maschile singolare: il cantautorato.
Di lì a poco Carmen Consoli avrebbe stupito tutti con il racconto, matriarcale e « in bianco e nero », della sua adolescenza catanese, mentre Nada ricominciava dall'indie, rendendolo strumento di risoluta introspezione femminile. A seguire, il cantautorato elettronico di Meg, quello post-traumatico di Paola Turci, la vittoria di Elisa a Sanremo, la trionfale tripletta di Madame, Ditonellapiaga e Daniela Pes nelle edizioni del Premio Tenco dal 2021 al 2023. Conquiste significative, ma il cantautorato continua a soffrire di un sostanziale gender gap: negli anni '70 e '80 in Italia sono emerse grandissime interpreti dalle personalità potenti, innovative e di rottura, ma pochissime cantautrici, spesso osteggiate dall'establishment: di quel drappello di pioniere, alcune, come Rettore o Jo Squillo, sono state ridisegnate showgirl dall'immaginario collettivo, altre, come Nannini, Alice, Berté, sono state prese per interpreti pure.
La maggior parte si è vista relegare ai margini dei circuiti promozionali. Pardo ricostruisce la storia del cantautorato femminile italiano, disseminato tanto di ostacoli quanto di gioielli di pensiero divergente, matrilineare appunto. Attraverso interviste alle protagoniste (Nada, m¥ss keta, Donatella Rettore, Cristina Donà, Margherita Vicario e molte altre), quello che viene fuori è un panorama vivacissimo, di resistenza e lotta, creatività e ricerca di spazi per esprimersi.