Nouveauté

La scienza dolce. Il mondo della boxe

Par : Abbott Joseph Liebling, Carlo Vidotto
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  • Nombre de pages362
  • FormatePub
  • ISBN1259813725
  • EAN9791259813725
  • Date de parution19/11/2025
  • Protection num.Digital Watermarking
  • Taille2 Mo
  • Infos supplémentairesepub
  • ÉditeurIl Saggiatore

Résumé

Al di là del suono dei guantoni che colpiscono il volto, al di là delle urla della folla, delle gocce di sudore che brillano sulla pelle, del sangue che scende sugli occhi, del respiro che esplode nel petto, al di là cioè di tutto il dolore e la violenza, quel che resta sul ring è solo una immensa dolcezza. La scienza dolce è il racconto epico della boxe delle origini: un viaggio tra palestre polverose e sacchi sfondati inseguendo l'umano nella sua essenza più vera e barbarica.
C'è qualcosa di malato nel trascinarsi dall'altra parte della città e pagare un biglietto per guardare due uomini all'interno di un quadrato di corde picchiarsi selvaggiamente fino a perdere coscienza. Eppure in quello spettacolo c'è, per molti di noi, anche qualcosa di necessario. È stata questa necessità a condurre A. J. Liebling ai quattro angoli del globo per assistere a combattimenti immortali e zuffe da quattro soldi, immergendosi nelle storie dei pugili che aveva davanti: dall'anonimo peso piuma irlandese Billy « il ragno » Kelly, che una sera rischiò di diventare re d'Europa, al campione Joe Louis, costretto a tornare a combattere dopo il ritiro per pagare i suoi debiti; dall'inarrestabile corsa di Rocky Marciano verso la cintura dei pesi massimi alla sorprendente vittoria per ko di Sugar Ray Robinson contro l'implacabile Randy Turpin.
Con la meticolosità del rapsodo che evoca genealogie di picchiatori e la fame insaziabile del drammaturgo per l'agone e la tragedia, in queste pagine Liebling ci invita a sederci al suo fianco mentre commenta l'ascesa e il declino di leggende viventi e umili boxeur, trattando tutti con la medesima considerazione: perché, in quella « dolce scienza » che è il pugilato, chiunque si sottoponga all'ordalia dell'incontro merita rispetto; e chiunque si offra al massacro del ring merita compassione.
Al di là del suono dei guantoni che colpiscono il volto, al di là delle urla della folla, delle gocce di sudore che brillano sulla pelle, del sangue che scende sugli occhi, del respiro che esplode nel petto, al di là cioè di tutto il dolore e la violenza, quel che resta sul ring è solo una immensa dolcezza. La scienza dolce è il racconto epico della boxe delle origini: un viaggio tra palestre polverose e sacchi sfondati inseguendo l'umano nella sua essenza più vera e barbarica.
C'è qualcosa di malato nel trascinarsi dall'altra parte della città e pagare un biglietto per guardare due uomini all'interno di un quadrato di corde picchiarsi selvaggiamente fino a perdere coscienza. Eppure in quello spettacolo c'è, per molti di noi, anche qualcosa di necessario. È stata questa necessità a condurre A. J. Liebling ai quattro angoli del globo per assistere a combattimenti immortali e zuffe da quattro soldi, immergendosi nelle storie dei pugili che aveva davanti: dall'anonimo peso piuma irlandese Billy « il ragno » Kelly, che una sera rischiò di diventare re d'Europa, al campione Joe Louis, costretto a tornare a combattere dopo il ritiro per pagare i suoi debiti; dall'inarrestabile corsa di Rocky Marciano verso la cintura dei pesi massimi alla sorprendente vittoria per ko di Sugar Ray Robinson contro l'implacabile Randy Turpin.
Con la meticolosità del rapsodo che evoca genealogie di picchiatori e la fame insaziabile del drammaturgo per l'agone e la tragedia, in queste pagine Liebling ci invita a sederci al suo fianco mentre commenta l'ascesa e il declino di leggende viventi e umili boxeur, trattando tutti con la medesima considerazione: perché, in quella « dolce scienza » che è il pugilato, chiunque si sottoponga all'ordalia dell'incontro merita rispetto; e chiunque si offra al massacro del ring merita compassione.