La quarta natura della città. Le Corbusier, Burle Marx, Halprin

Par : Barbara Boifava
Offrir maintenant
Ou planifier dans votre panier
Disponible dans votre compte client Decitre ou Furet du Nord dès validation de votre commande. Le format PDF est :
  • Compatible avec une lecture sur My Vivlio (smartphone, tablette, ordinateur)
  • Compatible avec une lecture sur liseuses Vivlio
  • Pour les liseuses autres que Vivlio, vous devez utiliser le logiciel Adobe Digital Edition. Non compatible avec la lecture sur les liseuses Kindle, Remarkable et Sony
Logo Vivlio, qui est-ce ?

Notre partenaire de plateforme de lecture numérique où vous retrouverez l'ensemble de vos ebooks gratuitement

Pour en savoir plus sur nos ebooks, consultez notre aide en ligne ici
C'est si simple ! Lisez votre ebook avec l'app Vivlio sur votre tablette, mobile ou ordinateur :
Google PlayApp Store
  • Nombre de pages168
  • FormatPDF
  • ISBN978-88-229-1567-2
  • EAN9788822915672
  • Date de parution05/02/2026
  • Protection num.Digital Watermarking
  • Taille3 Mo
  • Infos supplémentairespdf
  • ÉditeurQuodlibet

Résumé

La riflessione sul concetto di "quarta natura", la natura della città, prende le mosse dall'indagine di una moderna dimensione urbana riconosciuta nell'opera di Le Corbusier, Roberto Burle Marx e Lawrence Halprin. Una nuova poetica della natura si unisce alle tre diverse categorie descritte nella letteratura degli studi sul paesaggio, in un processo in cui una "prima natura" di ciceroniana memoria, nella sua forma selvaggia e incontaminata, evolve nel paesaggio antropizzato della "seconda natura", per culminare nel giardino, immagine di una "terza natura" plasmata a fini estetici e concepita come una equilibrata combinazione tra natura e cultura. Il racconto tracciato attraverso le opere di tre figure fondamentali nella progettazione del paesaggio urbano moderno evidenzia la necessità di ri-considerare il diritto della natura alla città.
La scena urbana diventa così il campo di sperimentazione di approcci fortemente innovativi che, nella ville verte di Le Corbusier, nella cidade parque di Burle Marx e nella granite forest messa in scena da Halprin, evocano consolidati processi naturali, convalidando riflessioni formali e ideologiche dal profondo significato ecologico. Gli spazi aperti decostruiti in questo volume permettono di far emergere i riflessi delle pratiche, dei desideri, dei valori di un'esperienza del paesaggio urbano declinata a diverse scale e con materiali differenti, resa tangibile attraverso specifiche realtà naturali e nuovi registri sensoriali.
È possibile allora immaginare una storia nella quale le distanze tra uomo e natura siano ridotte, così da accrescere l'importanza attribuita a particolari luoghi all'interno di ogni città, rendendo possibile definirne i caratteri speciali e l'identità distintiva.