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La marcia sul posto. Il paradosso di Giorgia Meloni
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- Nombre de pages252
- FormatePub
- ISBN1254802908
- EAN9791254802908
- Date de parution01/05/2026
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille505 Ko
- Infos supplémentairesepub
- ÉditeurNottetempo
Résumé
La figlia del popolo, la ragazza della Garbatella, la "donna, madre, italiana e cristiana", l'underdog che trionfa contro i pronostici, contro il sistema, contro tutti: questo è il racconto che Giorgia Meloni ha dato di sé, la mitologia costruita a uso e consumo degli elettori. Ma è una narrazione che regge, per la presidente del Consiglio, oggi? Il suo arrivo alla guida del governo, quella che doveva essere la nuova Marcia su Roma, s'è risolto in una marcia sul posto: un raffinato e caparbio sforzo di resistere, un'accorta crioterapia per congelare ogni cambiamento.
Durare, anziché fare: ecco l'imperativo di quello che si avvia a diventare il governo più longevo della storia italiana recente. L'eccezionalità dell'evento - la prima donna a Palazzo Chigi, la prima leader di estrema destra a capo di un grande paese europeo - s'è consumata in se stessa: dei tanti cambiamenti epocali annunciati, dopo tre anni e mezzo è rimasto ben poco. Meloni s'è provata in uno scaltro esercizio di doppiezza: oscillando così di continuo tra il rigore istituzionale e il paranoico ripiegamento identitario, a giorni alterni ispirandosi a Mario Draghi e a Donald Trump.
Un paradosso, appunto. Valerio Valentini, cronista parlamentare, costruisce un libro che è un po' saggio e un po' reportage per raccontare in modo brillante la fenomenologia meloniana, con uno sguardo dentro al Palazzo e l'altro nell'Italia che si è innamorata dell'ennesimo leader. Perlomeno, fino alla recentissima sconfitta del referendum sulla giustizia, che ha reso evidenti tutte le contraddizioni del melonismo, di questa presunta rivoluzione senza riforme: uno "slancio perennemente anchilosato", in cui sta "la premonizione della sua crisi".
Durare, anziché fare: ecco l'imperativo di quello che si avvia a diventare il governo più longevo della storia italiana recente. L'eccezionalità dell'evento - la prima donna a Palazzo Chigi, la prima leader di estrema destra a capo di un grande paese europeo - s'è consumata in se stessa: dei tanti cambiamenti epocali annunciati, dopo tre anni e mezzo è rimasto ben poco. Meloni s'è provata in uno scaltro esercizio di doppiezza: oscillando così di continuo tra il rigore istituzionale e il paranoico ripiegamento identitario, a giorni alterni ispirandosi a Mario Draghi e a Donald Trump.
Un paradosso, appunto. Valerio Valentini, cronista parlamentare, costruisce un libro che è un po' saggio e un po' reportage per raccontare in modo brillante la fenomenologia meloniana, con uno sguardo dentro al Palazzo e l'altro nell'Italia che si è innamorata dell'ennesimo leader. Perlomeno, fino alla recentissima sconfitta del referendum sulla giustizia, che ha reso evidenti tutte le contraddizioni del melonismo, di questa presunta rivoluzione senza riforme: uno "slancio perennemente anchilosato", in cui sta "la premonizione della sua crisi".



