Laura Sarnelli ha insegnato all'Università di Calabria e attualmente svolge attività di ricerca presso l'Università degli Studi "L'Orientale" di Napoli. Esperta di letteratura inglese e anglo-americana, in particolare nel campo del post-coloniale e degli studi di genere, culturali e queer, ha pubblicato diversi saggi ed è autrice di Il libro dei desideri. Scritture di deriva nella letteratura femminile diasporica in Nord America (Aracne, 2009).
La donna fantasma. Scritture e riscritture del gotico inglese
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- FormatePub
- ISBN978-88-6252-501-5
- EAN9788862525015
- Date de parution18/09/2019
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille4 Mo
- Infos supplémentairesepub
- ÉditeurIacobelli editore
Résumé
Ci sono figure dell'immaginario che affondano le loro radici in un lontano passato ma che tornano e ritornano in forme nuove. E che vanno dunque continuamente rilette, sottoposte a quell'operazione di "revisione" critica teorizzata da Adrienne Rich. Tale è la figura della donna morta-non morta - vampire e vamp, spose cadavere, belle tenebrose - che dalle atmosfere cupe e inquietanti del gotico inglese si ripresentano ancora ai nostri giorni, nel cinema di Alfred Hitchcock, Tim Burton e di David Lynch oltre che in innumerevoli prodotti televisivi e nei fumetti.
Partorite dall'ossessione maschile nei confronti di una femminilità minacciosa, le varie Christabel (S. T. Coleridge), Carmilla (J. S. Le Fanu), Ligeia (E. A. Poe) sembrano cambiare di segno quando a scrivere di donne morte sono autrici come Daphne du Maurier o Angela Carter. Perché "colei che ritorna", figura di confine e metafora di un immaginario maschile spesso misogino, è oggetto di una rivisitazione dal punto di vista femminile che svela e smonta quel meccanismo "perturbante" che mette in scena la donna bella e melanconica, enigmatica e seducente, oggetto d'amore ma anche di repulsione per quel suo essere sempre e comunque associata alla morte.
Partorite dall'ossessione maschile nei confronti di una femminilità minacciosa, le varie Christabel (S. T. Coleridge), Carmilla (J. S. Le Fanu), Ligeia (E. A. Poe) sembrano cambiare di segno quando a scrivere di donne morte sono autrici come Daphne du Maurier o Angela Carter. Perché "colei che ritorna", figura di confine e metafora di un immaginario maschile spesso misogino, è oggetto di una rivisitazione dal punto di vista femminile che svela e smonta quel meccanismo "perturbante" che mette in scena la donna bella e melanconica, enigmatica e seducente, oggetto d'amore ma anche di repulsione per quel suo essere sempre e comunque associata alla morte.




