Concetta Federico, nata a Genova nel 1962 da genitori napoletani abita a Carrara dall'età di due anni. Laureata nell'87 in lingue e letterature straniere moderne ad indirizzo europeo, insegna lingua e letteratura francese presso il liceo linguistico di Massa. Ha pubblicato il suo primo romanzo, "Prima che venga sera", nel 2008 con la casa editrice Graus di Napoli.
L'ultima luce accesa
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- FormatePub
- ISBN978-88-6815-281-9
- EAN9788868152819
- Date de parution12/03/2018
- Protection num.pas de protection
- Infos supplémentairesepub
- ÉditeurSalani Editore
Résumé
La storia - che si snoda nell'arco di tre decenni - vede come protagoniste due sorelle legate da un rapporto simbiotico: Camilla è affetta da una paralisi bilaterale spastica ma, nonostante la sua pesante disabilità fisica, è forte, positiva, solare; Serena, sorella maggiore e voce narrante, è invece sanissima fisicamente ma, a dispetto del suo nome, è tormentata fin dalla tenerissima infanzia da compulsioni fobiche, crisi depressive che sfiorano pericolosamente l'anoressia, tendenza all'autolesio-nismo psicologico.
La prima scena del romanzo è un notturno: Serena, in preda a coma etilico procuratosi volontariamente, cerca un posto "romantico" per andare a morire: la spiaggia dei pescatori di Vernassola, il cielo notturno e il Grande Carro sono le ultime cose che i suoi occhi vorrebbero vedere. Ma proprio quando per la prima volta nella sua vita la tensione e le paure la stanno per abbandonare e sembra arrivare la pace, ecco che i ricordi, come "falene impazzite", inscenano una danza macabra nella sua mente stanca.
La prima scena del romanzo è un notturno: Serena, in preda a coma etilico procuratosi volontariamente, cerca un posto "romantico" per andare a morire: la spiaggia dei pescatori di Vernassola, il cielo notturno e il Grande Carro sono le ultime cose che i suoi occhi vorrebbero vedere. Ma proprio quando per la prima volta nella sua vita la tensione e le paure la stanno per abbandonare e sembra arrivare la pace, ecco che i ricordi, come "falene impazzite", inscenano una danza macabra nella sua mente stanca.






