L'informale nei paesaggi dell'abusivismo
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- Nombre de pages186
- FormatPDF
- ISBN978-88-229-1512-2
- EAN9788822915122
- Date de parution08/07/2025
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille14 Mo
- Infos supplémentairespdf
- ÉditeurQuodlibet
Résumé
L'abusivismo edilizio ha assunto nel secondo Novecento i lineamenti di un fenomeno di urbanizzazione dotato di elevata aggressività territoriale, determinando situazioni di particolare urgenza in termini ambientali, di rischio e di crisi dei modelli di welfare.
Nel Mezzogiorno - dove la frattura tra pianificazione e deregolamentazione si fa territorio -, l'abusivismo rivela l'urgenza di una nuova grammatica del progetto che sia in grado di elaborare un linguaggio resiliente, adattativo, flessibile, orientato alla coesistenza, che punti alle risorse fisiche e umane già disponibili, da riattivare e
rigenerare, secondo un disegno di riassetto generale.
Perciò l'abusivismo è qui affrontato nelle sue molteplici relazioni e ricadute in riferimento ad aspetti cruciali come appunto il territorio e l'informale, con uno studio del caso esemplificativo della Regione Campania. Il concetto di informalità diviene cioè dispositivo di lettura e d'azione, in rapporto alle varie possibilità che l'indeterminatezza delle sue configurazioni consente, suggerendo articolazioni temporali e occupazioni spaziali sensibili, in grado di adattarsi alle variegate e differenziate realtà socio-territoriali, ma anche di far emergere e produrre paesaggio, oltre l'abuso.
Perciò l'abusivismo è qui affrontato nelle sue molteplici relazioni e ricadute in riferimento ad aspetti cruciali come appunto il territorio e l'informale, con uno studio del caso esemplificativo della Regione Campania. Il concetto di informalità diviene cioè dispositivo di lettura e d'azione, in rapporto alle varie possibilità che l'indeterminatezza delle sue configurazioni consente, suggerendo articolazioni temporali e occupazioni spaziali sensibili, in grado di adattarsi alle variegate e differenziate realtà socio-territoriali, ma anche di far emergere e produrre paesaggio, oltre l'abuso.
L'abusivismo edilizio ha assunto nel secondo Novecento i lineamenti di un fenomeno di urbanizzazione dotato di elevata aggressività territoriale, determinando situazioni di particolare urgenza in termini ambientali, di rischio e di crisi dei modelli di welfare.
Nel Mezzogiorno - dove la frattura tra pianificazione e deregolamentazione si fa territorio -, l'abusivismo rivela l'urgenza di una nuova grammatica del progetto che sia in grado di elaborare un linguaggio resiliente, adattativo, flessibile, orientato alla coesistenza, che punti alle risorse fisiche e umane già disponibili, da riattivare e
rigenerare, secondo un disegno di riassetto generale.
Perciò l'abusivismo è qui affrontato nelle sue molteplici relazioni e ricadute in riferimento ad aspetti cruciali come appunto il territorio e l'informale, con uno studio del caso esemplificativo della Regione Campania. Il concetto di informalità diviene cioè dispositivo di lettura e d'azione, in rapporto alle varie possibilità che l'indeterminatezza delle sue configurazioni consente, suggerendo articolazioni temporali e occupazioni spaziali sensibili, in grado di adattarsi alle variegate e differenziate realtà socio-territoriali, ma anche di far emergere e produrre paesaggio, oltre l'abuso.
Perciò l'abusivismo è qui affrontato nelle sue molteplici relazioni e ricadute in riferimento ad aspetti cruciali come appunto il territorio e l'informale, con uno studio del caso esemplificativo della Regione Campania. Il concetto di informalità diviene cioè dispositivo di lettura e d'azione, in rapporto alle varie possibilità che l'indeterminatezza delle sue configurazioni consente, suggerendo articolazioni temporali e occupazioni spaziali sensibili, in grado di adattarsi alle variegate e differenziate realtà socio-territoriali, ma anche di far emergere e produrre paesaggio, oltre l'abuso.



