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L'economia in una lezione. Capire i fondamenti della scienza economica
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- FormatePub
- ISBN978-88-6440-073-0
- EAN9788864400730
- Date de parution21/06/2012
- Protection num.Adobe DRM
- Taille570 Ko
- Infos supplémentairesepub
- ÉditeurIBL Libri
Résumé
Con oltre un milione di copie vendute negli Stati Uniti, "L'economia in una lezione" è ormai un testo classico della divulgazione economica.
Conciso e istruttivo, oltre che incredibilmente preveggente e di ampio respiro, questo volume individua con precisione e chiarezza gli errori più diffusi nel modo in cui le persone interpretano i fatti economici. Idee errate non per questo sono meno influenti.
Ieri come oggi, non c'è politica economica che non sia condizionata, quando non addirittura determinata, da alcuni degli errori logici che finiscono sotto la spietata analisi di Hazlitt. Come dice il titolo stesso, il libro vuole essere una introduzione ai principi fondamentali della scienza economica. Per Hazlitt, molte tesi in circolazione - che pure possono apparire geniali, nuove o in anticipo sui tempi - sono tanto vecchie quanto banali, sebbene confezionate secondo il gusto corrente.
Tutto questo, ai suoi occhi, conferma ancora una volta la verità della massima: "chi ignora il passato è condannato a ripeterlo". Le preferenze di Hazlitt sono per le soluzioni fondate sulla libera cooperazione fra individui. In particolare, egli sviluppa una critica puntuale delle politiche keynesiane. La ragionata difesa del libero mercato e della libera iniziativa individuale, contro ogni nuovo "mercantilismo", rende "L'economia in una lezione" tanto rilevante oggi quanto sessant'anni fa. Henry Hazlitt (1894-1993), economista e giornalista, bisnipote dello scrittore britannico William Hazlitt, cominciò la propria carriera presso The Wall Street Journal, scrivendo poi per The New York Sun, The Nation, The New York Times e Newsweek.
Fu vice presidente fondatore della Foundation for Economic Education e direttore della rivista The Freeman. Con il suo testo di maggior successo, "L'economia in una lezione" (del 1946), Hazlitt ha portato le sue idee e quelle della cosiddetta Scuola austriaca dell'economia all'attenzione del dibattito americano, influenzando intere generazioni di intellettuali.
Ieri come oggi, non c'è politica economica che non sia condizionata, quando non addirittura determinata, da alcuni degli errori logici che finiscono sotto la spietata analisi di Hazlitt. Come dice il titolo stesso, il libro vuole essere una introduzione ai principi fondamentali della scienza economica. Per Hazlitt, molte tesi in circolazione - che pure possono apparire geniali, nuove o in anticipo sui tempi - sono tanto vecchie quanto banali, sebbene confezionate secondo il gusto corrente.
Tutto questo, ai suoi occhi, conferma ancora una volta la verità della massima: "chi ignora il passato è condannato a ripeterlo". Le preferenze di Hazlitt sono per le soluzioni fondate sulla libera cooperazione fra individui. In particolare, egli sviluppa una critica puntuale delle politiche keynesiane. La ragionata difesa del libero mercato e della libera iniziativa individuale, contro ogni nuovo "mercantilismo", rende "L'economia in una lezione" tanto rilevante oggi quanto sessant'anni fa. Henry Hazlitt (1894-1993), economista e giornalista, bisnipote dello scrittore britannico William Hazlitt, cominciò la propria carriera presso The Wall Street Journal, scrivendo poi per The New York Sun, The Nation, The New York Times e Newsweek.
Fu vice presidente fondatore della Foundation for Economic Education e direttore della rivista The Freeman. Con il suo testo di maggior successo, "L'economia in una lezione" (del 1946), Hazlitt ha portato le sue idee e quelle della cosiddetta Scuola austriaca dell'economia all'attenzione del dibattito americano, influenzando intere generazioni di intellettuali.




