L'Ebreo errante. Nuove prospettive su un mito europeo
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- Nombre de pages514
- FormatPDF
- ISBN978-88-9359-786-9
- EAN9788893597869
- Date de parution16/07/2020
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille5 Mo
- Infos supplémentairespdf
- ÉditeurEdizioni di Storia e Letteratu
Résumé
Il mito dell'Ebreo condannato da Cristo a vivere e ad errare sino alla fine dei tempi si forma pienamente con l'Età moderna, pur se muove da radici antiche. In questo volume, i nomi dell'Ebreo errante vengono fatti parlare per rivelare discontinuità e ambiguità del mito. I testi dell'Europa medievale e della Germania seicentesca, che l'hanno alimentato in tutto il vecchio continente, sono riconsiderati sulle fonti originali e in nuova prospettiva critica.
Antropologi, storici, filosofi, letterati, linguisti, ebraisti, studiosi del teatro e delle arti seguono la multiforme fortuna dell'enigmatico Errante e ne indagano, in dialogo tra loro, i significati reali e simbolici. In importanti figure e in sorprendenti testi della diaspora ebraica si colgono risposte all'erranza materiale, etica e culturale dei singoli e delle comunità, mentre il sionismo si presenta come abolizione dell'Ebreo errante.
Questa figura, emblema o stigma dal Seicento in poi del popolo ebraico, nella sua dimensione extraterritoriale, si imprime nell'immaginario collettivo, stimola la fantasia mitopoietica di grandi scrittori, straordinari artisti e umili cantori, diviene paradigma di pensiero, sollecita tra gli orrori del XX secolo e di fronte alla barbarie nazista una sua rilettura dall'interno stesso del mondo ebraico.
Antropologi, storici, filosofi, letterati, linguisti, ebraisti, studiosi del teatro e delle arti seguono la multiforme fortuna dell'enigmatico Errante e ne indagano, in dialogo tra loro, i significati reali e simbolici. In importanti figure e in sorprendenti testi della diaspora ebraica si colgono risposte all'erranza materiale, etica e culturale dei singoli e delle comunità, mentre il sionismo si presenta come abolizione dell'Ebreo errante.
Questa figura, emblema o stigma dal Seicento in poi del popolo ebraico, nella sua dimensione extraterritoriale, si imprime nell'immaginario collettivo, stimola la fantasia mitopoietica di grandi scrittori, straordinari artisti e umili cantori, diviene paradigma di pensiero, sollecita tra gli orrori del XX secolo e di fronte alla barbarie nazista una sua rilettura dall'interno stesso del mondo ebraico.



