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L'albero d'oro. Una storia vera di avidità e follia
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- Nombre de pages320
- FormatePub
- ISBN1257800178
- EAN9791257800178
- Date de parution29/04/2026
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille5 Mo
- Infos supplémentairesepub
- ÉditeurIperborea
Résumé
Quando gli europei sbarcarono per la prima volta a Haida Gwaii, arcipelago canadese al largo di Vancouver, nel Pacifico, trovarono un popolo nativo raffinatissimo, gli haida, oltre a ricchezze impensabili, che solo una natura ipertrofica poteva dare: lontre dal pregiatissimo pelo, alberi giganteschi. Non sapevano che pochi chilometri più in là, sull'isola maggiore, cresceva un peccio perfetto dagli aghi dorati.
Gli haida lo chiamavano K'iid K'iyaas: per loro era un membro della tribù; per la scienza, una mutazione genetica unica. Trecento anni dopo, le lontre sono quasi estinte, l'industria del legname ha colonizzato l'arcipelago e il peccio d'oro non c'è più: l'ha abbattuto nel 1997 Grant Hadwin. Lo ha fatto per un'illuminazione divina: dopo una vita da taglialegna, a vedere foreste secolari ridotte a deserti, in lui si è risvegliata una viscerale coscienza ecologica.
Ha scritto lettere e un documento tanto utopistico quanto delirante per un nuovo ordine mondiale e infine, visto che nessuno lo ha ascoltato, si è deciso: serviva un'azione simbolica. Dopo è sparito nel nulla. Al confine tra thriller e leggenda, John Vaillant racconta di un popolo ferito e pronto a ferire dopo aver perso tutto; di un'industria che da secoli rade al suolo le foreste; degli uomini che vi lavorano, selvaggi, estremi, machisti; di un fuoriuscito da quel sistema, predicatore nel deserto ed ecoterrorista.
E a quasi trent'anni di distanza, qualche piccolo peccio d'oro fa rivivere il mito di K'iid K'iyaas, ma rimangono le stesse domande di Hadwin: fino a che punto potrà continuare lo sfruttamento del pianeta, e come possiamo aprire gli occhi del mondo sulla devastazione che comporta?
Gli haida lo chiamavano K'iid K'iyaas: per loro era un membro della tribù; per la scienza, una mutazione genetica unica. Trecento anni dopo, le lontre sono quasi estinte, l'industria del legname ha colonizzato l'arcipelago e il peccio d'oro non c'è più: l'ha abbattuto nel 1997 Grant Hadwin. Lo ha fatto per un'illuminazione divina: dopo una vita da taglialegna, a vedere foreste secolari ridotte a deserti, in lui si è risvegliata una viscerale coscienza ecologica.
Ha scritto lettere e un documento tanto utopistico quanto delirante per un nuovo ordine mondiale e infine, visto che nessuno lo ha ascoltato, si è deciso: serviva un'azione simbolica. Dopo è sparito nel nulla. Al confine tra thriller e leggenda, John Vaillant racconta di un popolo ferito e pronto a ferire dopo aver perso tutto; di un'industria che da secoli rade al suolo le foreste; degli uomini che vi lavorano, selvaggi, estremi, machisti; di un fuoriuscito da quel sistema, predicatore nel deserto ed ecoterrorista.
E a quasi trent'anni di distanza, qualche piccolo peccio d'oro fa rivivere il mito di K'iid K'iyaas, ma rimangono le stesse domande di Hadwin: fino a che punto potrà continuare lo sfruttamento del pianeta, e come possiamo aprire gli occhi del mondo sulla devastazione che comporta?




