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L'affaire 8 settembre. Savoia, la via del disonore
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- Nombre de pages566
- FormatePub
- ISBN1256491889
- EAN9791256491889
- Date de parution13/06/2025
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille12 Mo
- Infos supplémentairesepub
- ÉditeurMattioli 1885
Résumé
Dal 25 luglio, caduta di Mussolini, passando per il 3 settembre, data della firma dell'Armistizio di Cassibile, per arrivare all'8 settembre, quando il "segretissimo" documento fu ufficializzato al mondo dal proclama del Generale Eisenhower.
L'estate del 2023 segna l'80° anniversario della convulsa e indimenticabile "Estate degli inganni", quella del 1943. Una stagione che nel giro di neanche tre mesi segnò per sempre i destini del nostro Paese.
Avrebbe potuto infatti rappresentare per noi italiani un momento di tripudio: il regime fascista era stato abbattuto e il governo Badoglio aveva completato il progetto per far uscire il nostro Paese da quella disastrosa guerra, rompendo l'alleanza con il feroce e sanguinario Terzo Reich. Invece, quell'estate è ricordata soprattutto per una vergognosa gestione del secondo evento, la proclamazione dell'armistizio appunto.
Una gestione dissennata di una classe dirigente non all'altezza di quel momento storico. Condizionati dalla paura di una reazione tedesca, ossessionati dall'idea di finire in prigionia o magari al muro come era successo ad altri Capi di Stato europei, la Corona, il Governo e i vertici militari scelsero la strada meno gloriosa: abbandonarono in assoluta clandestinità Roma e l'esercito nelle mani dei tedeschi, fuggendo al Sud per evitare l'arresto.
Forse, anche, attraverso un patto scellerato con il nemico, ex alleato tedesco.
Avrebbe potuto infatti rappresentare per noi italiani un momento di tripudio: il regime fascista era stato abbattuto e il governo Badoglio aveva completato il progetto per far uscire il nostro Paese da quella disastrosa guerra, rompendo l'alleanza con il feroce e sanguinario Terzo Reich. Invece, quell'estate è ricordata soprattutto per una vergognosa gestione del secondo evento, la proclamazione dell'armistizio appunto.
Una gestione dissennata di una classe dirigente non all'altezza di quel momento storico. Condizionati dalla paura di una reazione tedesca, ossessionati dall'idea di finire in prigionia o magari al muro come era successo ad altri Capi di Stato europei, la Corona, il Governo e i vertici militari scelsero la strada meno gloriosa: abbandonarono in assoluta clandestinità Roma e l'esercito nelle mani dei tedeschi, fuggendo al Sud per evitare l'arresto.
Forse, anche, attraverso un patto scellerato con il nemico, ex alleato tedesco.




