Una grande autrice indaga
tra le pieghe della memoria famigliare.
Una fotografia, una scatola piena di documenti, un tatuaggio sbia- dito su un braccio. È da queste poche tracce che Judith Hermann comincia a ricostruire la figura del nonno materno, membro delle Waffen-SS di stanza a Radom in Polonia durante la Se- conda guerra mondiale. Attorno a lui, nella memoria famigliare, si è creato con gli anni un vuoto compatto: parole interrotte, ri- cordi contraddittori, una colpa mai nominata né scomparsa.
Indietro nel tempo è il racconto di un viaggio nel cuore di quel vuoto. A Radom, Hermann cerca le tracce di un uomo che non ha conosciuto e di una violenza che continua a riverberarsi sulle generazioni successive. A Napoli, dalla sorella e dai nipoti, misura la distanza tra chi vuole ricordare, chi preferisce tacere e chi prova a vivere nel presente senza esserne travolto. Ne nasce un libro ma- gnetico e perturbante, in cui l'indagine sulla storia famigliare diventa una meditazione sul rimosso e sulla possibilità stessa della scrittura.
Judith Hermann compone un'opera limpida e potente, in cui non compare un solo punto interrogativo e che tuttavia ci inter- pella incessantemente su ciò che ereditiamo senza volerlo, su ciò che crediamo di poter seppellire e sulla fragile bellezza con cui continuiamo, nonostante tutto, ad abitare le nostre vite.
Una grande autrice indaga
tra le pieghe della memoria famigliare.
Una fotografia, una scatola piena di documenti, un tatuaggio sbia- dito su un braccio. È da queste poche tracce che Judith Hermann comincia a ricostruire la figura del nonno materno, membro delle Waffen-SS di stanza a Radom in Polonia durante la Se- conda guerra mondiale. Attorno a lui, nella memoria famigliare, si è creato con gli anni un vuoto compatto: parole interrotte, ri- cordi contraddittori, una colpa mai nominata né scomparsa.
Indietro nel tempo è il racconto di un viaggio nel cuore di quel vuoto. A Radom, Hermann cerca le tracce di un uomo che non ha conosciuto e di una violenza che continua a riverberarsi sulle generazioni successive. A Napoli, dalla sorella e dai nipoti, misura la distanza tra chi vuole ricordare, chi preferisce tacere e chi prova a vivere nel presente senza esserne travolto. Ne nasce un libro ma- gnetico e perturbante, in cui l'indagine sulla storia famigliare diventa una meditazione sul rimosso e sulla possibilità stessa della scrittura.
Judith Hermann compone un'opera limpida e potente, in cui non compare un solo punto interrogativo e che tuttavia ci inter- pella incessantemente su ciò che ereditiamo senza volerlo, su ciò che crediamo di poter seppellire e sulla fragile bellezza con cui continuiamo, nonostante tutto, ad abitare le nostre vite.