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In classe come al fronte. Un nuovo sentiero nell'impossibile dell'insegnare
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- Nombre de pages100
- FormatPDF
- ISBN978-88-229-1443-9
- EAN9788822914439
- Date de parution12/01/2024
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille424 Ko
- Infos supplémentairespdf
- ÉditeurQuodlibet
Résumé
Noëlle De Smet è una insegnante belga. Insegnante che "si fa insegnare", e che intende il suo compito come un'arte. Questo diario dal fronte è la narrazione delle sue esperienze didattiche, dei successi e degli insuccessi e al contempo è una riflessione, svolta nella cornice del pensiero di Lacan, sull'insegnamento e sulla sua impossibilità.
È un gioiello singolare perché l'autrice dimostra di saper ogni volta inventare una presenza che fa leva sulla dimensione soggettiva degli alunni.
Per De Smet si tratta di cogliere le parole che gli alunni dicono, anche le più sconvenienti e servirsene come trampolino per imparare, non come occasioni per punire o giudicare. Questo però non la porta ad assumere in classe il ruolo dell'amica, ma piuttosto a fare da « segretaria che prende nota, che fa da garante del lavoro ». La sua risposta è sempre nuova, ogni volta calcolata su misura, non standard: per uscire da impasses e difficoltà di ogni tipo tiene una "posizione" che è quella di stare accanto ad ogni allievo, di stare alla sua porta, aspettando che egli stesso la apra, senza forzarla.
« Non avevo nessun'altra soluzione che quella di lavorare proprio con quello che faceva problema, piuttosto che ignorarlo o eliminarlo ». Il volume, realizzato dal Liceo Enrico Fermi di Milano in occasione del cinquantesimo dalla sua fondazione, con la collaborazione dell'Istituto freudiano per la Clinica, la Terapia e la Scienza, comprende una presentazione di Giuseppe D'Arrigo, preside del Liceo Fermi di Milano, una prefazione di Virginio Baio all'edizione italiana, due nuovi testi di Noëlle De Smet rispetto all'edizione originale e un'intervista a Antonio Di Ciaccia, presidente dell'Istituto freudiano, sulla questione del perché è difficile agli insegnanti insegnare.
Per De Smet si tratta di cogliere le parole che gli alunni dicono, anche le più sconvenienti e servirsene come trampolino per imparare, non come occasioni per punire o giudicare. Questo però non la porta ad assumere in classe il ruolo dell'amica, ma piuttosto a fare da « segretaria che prende nota, che fa da garante del lavoro ». La sua risposta è sempre nuova, ogni volta calcolata su misura, non standard: per uscire da impasses e difficoltà di ogni tipo tiene una "posizione" che è quella di stare accanto ad ogni allievo, di stare alla sua porta, aspettando che egli stesso la apra, senza forzarla.
« Non avevo nessun'altra soluzione che quella di lavorare proprio con quello che faceva problema, piuttosto che ignorarlo o eliminarlo ». Il volume, realizzato dal Liceo Enrico Fermi di Milano in occasione del cinquantesimo dalla sua fondazione, con la collaborazione dell'Istituto freudiano per la Clinica, la Terapia e la Scienza, comprende una presentazione di Giuseppe D'Arrigo, preside del Liceo Fermi di Milano, una prefazione di Virginio Baio all'edizione italiana, due nuovi testi di Noëlle De Smet rispetto all'edizione originale e un'intervista a Antonio Di Ciaccia, presidente dell'Istituto freudiano, sulla questione del perché è difficile agli insegnanti insegnare.



