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Il potere gentile della filantropia
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- Nombre de pages133
- FormatePub
- ISBN978-88-343-6257-0
- EAN9788834362570
- Date de parution17/04/2026
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille507 Ko
- Infos supplémentairesepub
- ÉditeurVita e pensiero
Résumé
In un tempo segnato da crisi intrecciate - sociali, economiche, istituzionali e ambientali - riflettere sulla filantropia significa interrogarsi sulle forme della responsabilità collettiva e sui modi in cui le società provano a prendersi cura di se stesse. La filantropia non è un ambito neutro, né un semplice insieme di pratiche tecniche: riflette visioni del mondo, idee di bene comune, equilibri di potere.
Può aprire spazi di possibilità, sostenere emancipazione e innovazione sociale; ma può anche, se non interpretata secondo un ethos democratico, riprodurre disuguaglianze e sostituirsi impropriamente alle funzioni pubbliche. Per questo non basta misurarla in termini di risorse mobilitate o di efficacia: occorre chiedersi come e perché agisce, e quali effetti - intenzionali e non - produce. Il filo conduttore del libro è il rapporto tra filantropia e potere: non solo capacità di allocare risorse, ma facoltà di orientare priorità, definire cornici interpretative, influenzare traiettorie di sviluppo. I saggi raccolti esplorano modelli emergenti - dalla venture philanthropy alle forme ibride tra dono e investimento - e analizzano nuove relazioni tra pubblico e privato, fino ad allargare lo sguardo all'esperienza cinese, con la sua peculiare genealogia istituzionale. Senza proporre soluzioni precostituite, il volume offre un'occasione di confronto plurale tra teoria e pratica, invitando a pensare la filantropia non come supplenza dello Stato o gesto di benevolenza, ma come spazio di responsabilità condivisa, apprendimento e costruzione di futuro. Con i contributi di: Werner Bachstein, Martin Rudolf Brenninkmeijer, Carola Carazzone, Michele Coppola, Mariella Enoc, Federico Mento, Anja Piskur, Giovanni Quaglia, Paolo Revello.
Può aprire spazi di possibilità, sostenere emancipazione e innovazione sociale; ma può anche, se non interpretata secondo un ethos democratico, riprodurre disuguaglianze e sostituirsi impropriamente alle funzioni pubbliche. Per questo non basta misurarla in termini di risorse mobilitate o di efficacia: occorre chiedersi come e perché agisce, e quali effetti - intenzionali e non - produce. Il filo conduttore del libro è il rapporto tra filantropia e potere: non solo capacità di allocare risorse, ma facoltà di orientare priorità, definire cornici interpretative, influenzare traiettorie di sviluppo. I saggi raccolti esplorano modelli emergenti - dalla venture philanthropy alle forme ibride tra dono e investimento - e analizzano nuove relazioni tra pubblico e privato, fino ad allargare lo sguardo all'esperienza cinese, con la sua peculiare genealogia istituzionale. Senza proporre soluzioni precostituite, il volume offre un'occasione di confronto plurale tra teoria e pratica, invitando a pensare la filantropia non come supplenza dello Stato o gesto di benevolenza, ma come spazio di responsabilità condivisa, apprendimento e costruzione di futuro. Con i contributi di: Werner Bachstein, Martin Rudolf Brenninkmeijer, Carola Carazzone, Michele Coppola, Mariella Enoc, Federico Mento, Anja Piskur, Giovanni Quaglia, Paolo Revello.



