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Il Moderno e la città spontanea. Genesi e resilienza dell'habitat di Michel Ecochard in Marocco
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- FormatPDF
- ISBN978-88-229-1157-5
- EAN9788822911575
- Date de parution10/12/2020
- Protection num.Adobe DRM
- Taille61 Mo
- Infos supplémentairespdf
- ÉditeurQuodlibet
Résumé
La città contemporanea del Mediterraneo coloniale è il portato della contaminazione fra l'architettura moderna, eteronoma e universalista, e la tensione alla costruzione autonoma degli spazi e dei paesaggi. Le correnti architettoniche del Novecento europeo, nell'intreccio con la città tradizionale e spontanea, hanno costituito un paradigma di adattamenti reciproci, innescando sinergie nella relazione fra città formale e informale che si rivelano di attualità nel panorama contemporaneo.
Il saggio esplora la dialettica fra progetto prefigurativo e processi formativi
spontanei attraverso l'indagine della vicenda architettonica del Moderno in
Marocco, della genesi delle proposte progettuali e dell'efficienza mostrata
nel tempo in termini di resilienza urbana.
Focalizza le esperienze dirette dall'architetto francese Michel Ecochard a Rabat e Casablanca fra il 1946 e il 1952, poi presentate al IX Congresso Internazionale di Architettura Moderna nel 1953, che hanno espresso una declinazione del pensiero Moderno in relazione dialogica con l'autopoiesi del processo formativo della città. Il metodo di Ecochard formula una tesi di intervento, l'habitat pour le plus grand nombre, della quale l'evoluzione informale costituisce l'antitesi, crisi dell'ordine progettato e stimolo all'adattamento della sua architettura.
La sintesi di tale processo, letta a qualche decennio di distanza, mostra i fattori di adattabilità che hanno agevolato la reazione alle pressioni dello sviluppo, ed esplicita la fortuna progettuale, locale ed internazionale, di alcune soluzioni adottate.
Focalizza le esperienze dirette dall'architetto francese Michel Ecochard a Rabat e Casablanca fra il 1946 e il 1952, poi presentate al IX Congresso Internazionale di Architettura Moderna nel 1953, che hanno espresso una declinazione del pensiero Moderno in relazione dialogica con l'autopoiesi del processo formativo della città. Il metodo di Ecochard formula una tesi di intervento, l'habitat pour le plus grand nombre, della quale l'evoluzione informale costituisce l'antitesi, crisi dell'ordine progettato e stimolo all'adattamento della sua architettura.
La sintesi di tale processo, letta a qualche decennio di distanza, mostra i fattori di adattabilità che hanno agevolato la reazione alle pressioni dello sviluppo, ed esplicita la fortuna progettuale, locale ed internazionale, di alcune soluzioni adottate.




