Dottore di ricerca in filosofia, gia` deputato e segretario di Possibile. Ha pubblicato tra l'altro Qualcuno ci giudichera` (Einaudi, 2014) e Voi sapete (La nave di Teseo, 2018).
Il manifesto di Ventotene
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- FormatePub
- ISBN1259791856
- EAN9791259791856
- Date de parution14/06/2023
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille705 Ko
- Infos supplémentairesepub
- ÉditeurPeople
Résumé
Il Manifesto di Ventotene di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi - con la preziosa introduzione di Eugenio Colorni - è, da parecchi anni a questa parte, il libro politico più citato e meno letto e indagato. Lo si evoca per parlare di Europa, senza conoscere quel progetto di Europa, il superamento dei nazionalismi e insieme un grande disegno di riforma sociale complessivo. E, mentre l'Europa è in guerra (ancora!), il suo messaggio di pace.
La vicenda della sua redazione e della sua diffusione è l'epopea politica più affascinante della nostra storia recente: gli oppositori del fascismo, confinati dal regime in una piccola isola del Tirreno, immaginano il futuro e il mondo che verrà, dopo la dittatura e dopo la guerra. È ancora più forte leggerlo ora, aperti, spalancati sul mondo, e però confinati nell'individualismo di ciascuno. « Non c'era solo l'Europa come spazio politico, peraltro ben diverso e ben più ambizioso di ciò che si è poi realizzato: con il progetto di federazione c'era - e soltanto con la federazione diventava possibile - un progetto di società, di profonda e radicale riforma sociale.
Nato in cattività, in quarantena, una quarantena lunga vent'anni, con un grande desiderio di riscatto. Confinati, quindi, e però liberissimi. Un'isola-confino, confine tra dittatura e Repubblica finalmente democratica. Ecco cos'è Ventotene. » Giuseppe Civati
La vicenda della sua redazione e della sua diffusione è l'epopea politica più affascinante della nostra storia recente: gli oppositori del fascismo, confinati dal regime in una piccola isola del Tirreno, immaginano il futuro e il mondo che verrà, dopo la dittatura e dopo la guerra. È ancora più forte leggerlo ora, aperti, spalancati sul mondo, e però confinati nell'individualismo di ciascuno. « Non c'era solo l'Europa come spazio politico, peraltro ben diverso e ben più ambizioso di ciò che si è poi realizzato: con il progetto di federazione c'era - e soltanto con la federazione diventava possibile - un progetto di società, di profonda e radicale riforma sociale.
Nato in cattività, in quarantena, una quarantena lunga vent'anni, con un grande desiderio di riscatto. Confinati, quindi, e però liberissimi. Un'isola-confino, confine tra dittatura e Repubblica finalmente democratica. Ecco cos'è Ventotene. » Giuseppe Civati






