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Il disastro urbano e la crisi dell'arte contemporanea
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- Nombre de pages104
- FormatePub
- ISBN978-88-3302-298-7
- EAN9788833022987
- Date de parution23/05/2025
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille2 Mo
- Infos supplémentairesepub
- ÉditeurEleuthera
Résumé
In questa riflessione a tutto campo che riprende le considerazioni su arte e società di molti precursori della decrescita come Baudrillard o Castoriadis, Latouche analizza in parallelo il disastro urbano e l'insignificanza dell'arte, ripercorrendo le tappe di un declino che ha le medesime origini. Con la cosiddetta globalizzazione si è infatti assistito a una esplosione dell'urbano che è andata di pari passo con una omnimercificazione del mondo.
Tutto è diventato commerciabile, persino il corpo umano, il sangue, i geni. Si è passati da una società che ha un mercato a una società di mercato, da una società che ha una crescita a una società di crescita che con la sua pervasiva artificializzazione della vita lacera il territorio, divora lo spazio, rode il senso dei luoghi, disintegra il tessuto sociale. È stata così distrutta ogni capacità di meravigliarsi, a favore di quella replica infinita dello stesso che è il segno distintivo dell'arte contemporanea.
Ed è qui che il progetto della decrescita, con i suoi valori etici ed estetici, può fornire gli strumenti - e l'immaginario - per ricostruire non solo il tessuto locale e urbano, ma anche il senso del bello. E re-incantare il mondo.
Tutto è diventato commerciabile, persino il corpo umano, il sangue, i geni. Si è passati da una società che ha un mercato a una società di mercato, da una società che ha una crescita a una società di crescita che con la sua pervasiva artificializzazione della vita lacera il territorio, divora lo spazio, rode il senso dei luoghi, disintegra il tessuto sociale. È stata così distrutta ogni capacità di meravigliarsi, a favore di quella replica infinita dello stesso che è il segno distintivo dell'arte contemporanea.
Ed è qui che il progetto della decrescita, con i suoi valori etici ed estetici, può fornire gli strumenti - e l'immaginario - per ricostruire non solo il tessuto locale e urbano, ma anche il senso del bello. E re-incantare il mondo.






