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I vecchi sono come bambini. (E come le biciclette)
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- Nombre de pages173
- FormatEpub fixed layout
- ISBN978-88-32262-87-2
- EAN9788832262872
- Date de parution22/08/2023
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille3 Mo
- Infos supplémentairesepub
- ÉditeurMultimage
Résumé
Antonio Minaldi è conosciuto per i suoi saggi e articoli di economia e politica e per il suo impegno ininterrotto nei movimenti antagonisti al capitalismo e all'imperialismo dal '68 fino ad oggi. Perciò forse stupirà questo libro che raccoglie tutte le sue poesie, nelle quali le lotte di tanti anni, i conflitti sociali, la tensione al comunismo come utopia concreta e critica fanno da ineludibile ma sottinteso sfondo.
È uno stupore questo, però, che si fa subito consentimento alla cifra più costante della poetica di Minaldi: il continuo rimando fra passato e presente, giovinezza e vecchiezza, entusiasmi e delusioni e di nuovo speranze. Una sottile malinconia trapassa in sorridente e accorta autoironia, mentre oggetti e affetti, incontri e addii scorrono con nitore cinematografico tra le righe del racconto, perduti nelle geografie della storia, personale e pubblica, ma custoditi nella più segreta memoria, e dunque in qualche modo mai trascurati. L'altro sottofondo imprescindibile e l'altra cifra di questa poetica, che alla prima inesorabilmente si lega, è l'attenzione alla fragilità di noi esseri gettati a vivere, ossia la riflessione filosofica, sottaciuta ma presente, quale lavoro propedeutico alla scrittura poetica. La raccolta comprende diverse sezioni, che attraversano con maestria i generi letterari più disparati, dalla paesaggistica al bozzetto umano, dal dialogo all'introspezione lirica: Ricordi e Narrazioni, Alle donne amate e a tutte le altre, Deposizioni (originale rivisitazione poetica di cinque quadri d'autore), Haiku, Le mie cose, Luoghi, Intermezzo (di accento sapientemente ironico), Poesie 1993-96, Poesie 2008-2013 o Eros Thanatos e altro, Poesie ultime nate.
È uno stupore questo, però, che si fa subito consentimento alla cifra più costante della poetica di Minaldi: il continuo rimando fra passato e presente, giovinezza e vecchiezza, entusiasmi e delusioni e di nuovo speranze. Una sottile malinconia trapassa in sorridente e accorta autoironia, mentre oggetti e affetti, incontri e addii scorrono con nitore cinematografico tra le righe del racconto, perduti nelle geografie della storia, personale e pubblica, ma custoditi nella più segreta memoria, e dunque in qualche modo mai trascurati. L'altro sottofondo imprescindibile e l'altra cifra di questa poetica, che alla prima inesorabilmente si lega, è l'attenzione alla fragilità di noi esseri gettati a vivere, ossia la riflessione filosofica, sottaciuta ma presente, quale lavoro propedeutico alla scrittura poetica. La raccolta comprende diverse sezioni, che attraversano con maestria i generi letterari più disparati, dalla paesaggistica al bozzetto umano, dal dialogo all'introspezione lirica: Ricordi e Narrazioni, Alle donne amate e a tutte le altre, Deposizioni (originale rivisitazione poetica di cinque quadri d'autore), Haiku, Le mie cose, Luoghi, Intermezzo (di accento sapientemente ironico), Poesie 1993-96, Poesie 2008-2013 o Eros Thanatos e altro, Poesie ultime nate.




