I morti non parlano
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- Nombre de pages308
- FormatePub
- ISBN1280928276
- EAN9791280928276
- Date de parution18/10/2023
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille562 Ko
- Infos supplémentairesepub
- ÉditeurVillaggio Maori
Résumé
Stato, esercito, partiti di estrema destra, paramilitari, servizi segreti. Sono gli attori della guerra decennale in Colombia contro un solo nemico inerme: il popolo.
Flavia Famà cerca di ricostruire le origini di un conflitto storico - fatto di uccisioni, sparizioni, deportazioni, violazioni continue dei diritti umani - e i tentativi di realizzare una tregua mai realmente raggiunta e forse nemmeno realmente voluta, almeno da alcune delle parti in guerra.
Perché dietro tutto c'è il denaro, molto denaro - quello dei proprietari terrieri che non intendono redistribuire fra i contadini le terre incolte e quello dei narcotrafficanti o delle multinazionali -, oltre che un groviglio spaventoso di rapporti fra la politica e i grandi criminali, interessati a mantenere quello che l'autrice definisce « un eterno stato di caos ». Otto milioni i contadini desplazados, cacciati dalle loro terre per mano di militari e paramilitari; decine di migliaia i desaparecidos, fra oppositori, sindacalisti e difensori dei diritti umani; migliaia i falsos positivos, vittime innocenti, rapite, torturate, uccise e travestite in modo da presentarle come esponenti della guerriglia.
Sono numeri impressionanti, ma sono soprattutto persone in attesa di giustizia. Le cui vicende - come afferma Nando Dalla Chiesa nella prefazione - sono osservate con « occhi e sensibilità speciali », quelli appunto dell'autrice, impegnata con Libera e abituata « da tempo in Italia - scrive ancora Dalla Chiesa - a confrontarsi con i temi della violenza, della memoria, del doppio potere ».
Perché dietro tutto c'è il denaro, molto denaro - quello dei proprietari terrieri che non intendono redistribuire fra i contadini le terre incolte e quello dei narcotrafficanti o delle multinazionali -, oltre che un groviglio spaventoso di rapporti fra la politica e i grandi criminali, interessati a mantenere quello che l'autrice definisce « un eterno stato di caos ». Otto milioni i contadini desplazados, cacciati dalle loro terre per mano di militari e paramilitari; decine di migliaia i desaparecidos, fra oppositori, sindacalisti e difensori dei diritti umani; migliaia i falsos positivos, vittime innocenti, rapite, torturate, uccise e travestite in modo da presentarle come esponenti della guerriglia.
Sono numeri impressionanti, ma sono soprattutto persone in attesa di giustizia. Le cui vicende - come afferma Nando Dalla Chiesa nella prefazione - sono osservate con « occhi e sensibilità speciali », quelli appunto dell'autrice, impegnata con Libera e abituata « da tempo in Italia - scrive ancora Dalla Chiesa - a confrontarsi con i temi della violenza, della memoria, del doppio potere ».
Stato, esercito, partiti di estrema destra, paramilitari, servizi segreti. Sono gli attori della guerra decennale in Colombia contro un solo nemico inerme: il popolo.
Flavia Famà cerca di ricostruire le origini di un conflitto storico - fatto di uccisioni, sparizioni, deportazioni, violazioni continue dei diritti umani - e i tentativi di realizzare una tregua mai realmente raggiunta e forse nemmeno realmente voluta, almeno da alcune delle parti in guerra.
Perché dietro tutto c'è il denaro, molto denaro - quello dei proprietari terrieri che non intendono redistribuire fra i contadini le terre incolte e quello dei narcotrafficanti o delle multinazionali -, oltre che un groviglio spaventoso di rapporti fra la politica e i grandi criminali, interessati a mantenere quello che l'autrice definisce « un eterno stato di caos ». Otto milioni i contadini desplazados, cacciati dalle loro terre per mano di militari e paramilitari; decine di migliaia i desaparecidos, fra oppositori, sindacalisti e difensori dei diritti umani; migliaia i falsos positivos, vittime innocenti, rapite, torturate, uccise e travestite in modo da presentarle come esponenti della guerriglia.
Sono numeri impressionanti, ma sono soprattutto persone in attesa di giustizia. Le cui vicende - come afferma Nando Dalla Chiesa nella prefazione - sono osservate con « occhi e sensibilità speciali », quelli appunto dell'autrice, impegnata con Libera e abituata « da tempo in Italia - scrive ancora Dalla Chiesa - a confrontarsi con i temi della violenza, della memoria, del doppio potere ».
Perché dietro tutto c'è il denaro, molto denaro - quello dei proprietari terrieri che non intendono redistribuire fra i contadini le terre incolte e quello dei narcotrafficanti o delle multinazionali -, oltre che un groviglio spaventoso di rapporti fra la politica e i grandi criminali, interessati a mantenere quello che l'autrice definisce « un eterno stato di caos ». Otto milioni i contadini desplazados, cacciati dalle loro terre per mano di militari e paramilitari; decine di migliaia i desaparecidos, fra oppositori, sindacalisti e difensori dei diritti umani; migliaia i falsos positivos, vittime innocenti, rapite, torturate, uccise e travestite in modo da presentarle come esponenti della guerriglia.
Sono numeri impressionanti, ma sono soprattutto persone in attesa di giustizia. Le cui vicende - come afferma Nando Dalla Chiesa nella prefazione - sono osservate con « occhi e sensibilità speciali », quelli appunto dell'autrice, impegnata con Libera e abituata « da tempo in Italia - scrive ancora Dalla Chiesa - a confrontarsi con i temi della violenza, della memoria, del doppio potere ».