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I mattoidi al primo concorso pel monumento in Roma a Vittorio Emanuele. Una satira raffinata sulla Roma risorgimentale e i suoi vizi attraverso personaggi eccentrici e grotteschi.
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- Nombre de pages40
- FormatePub
- ISBN406-4-06-606974-2
- EAN4064066069742
- Date de parution19/05/2021
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille880 Ko
- Infos supplémentairesepub
- ÉditeurGOOD PRESS
Résumé
"I mattoidi al primo concorso pel monumento in Roma a Vittorio Emanuele" di Carlo Dossi è un'opera peculiare che fonde ironia e critica sociale in un contesto letterario dominato dalla riflessione sulle identità nazionali e artistiche. Attraverso una narrazione vivace e provocatoria, Dossi esplora le idiosincrasie e le eccentricità degli artisti coinvolti nel concorso per il monumento a Vittorio Emanuele II.
Lo stile di Dossi è caratterizzato da una prosa densa e stratificata, arricchita da sfumature che rivelano le contraddizioni della società italiana dell'epoca, in un'efficace miscela di satira e introspezione. La sua opera si colloca, così, all'interno di un più ampio dibattito artistico e culturale del tardo Ottocento, segnato da un crescente nazionalismo e da una riflessione critica sull'arte e la sua funzione sociale.
Carlo Dossi, noto per il suo spirito ironico e la sua capacità di osservazione acuta, era un autore eclettico, influenzato dal clima intellettuale di fine secolo. La sua formazione letteraria e filosofica, unita a esperienze di vita tra cui il soggiorno in Francia e i dibattiti culturali in Italia, lo portarono a sviluppare una visione critica e spesso dissacrante del suo tempo. Dossi era anche un grande ammiratore del modernismo, il che si riflette nella sua propensione a sfidare le convenzioni e a esplorare nuove forme espressive.
Questo libro è raccomandato a chiunque desideri immergersi in una combinazione di satira sociale e critica artistica, ideale per lettori che apprezzano un approccio giocoso e stimolante ai dibattiti culturali. La capacità di Dossi di mescolare umorismo e critica rende quest'opera non solo divertente, ma anche profondamente riflessiva, offrendo spunti di riflessione sull'identità nazionale e sull'arte come specchio della società.
Lo stile di Dossi è caratterizzato da una prosa densa e stratificata, arricchita da sfumature che rivelano le contraddizioni della società italiana dell'epoca, in un'efficace miscela di satira e introspezione. La sua opera si colloca, così, all'interno di un più ampio dibattito artistico e culturale del tardo Ottocento, segnato da un crescente nazionalismo e da una riflessione critica sull'arte e la sua funzione sociale.
Carlo Dossi, noto per il suo spirito ironico e la sua capacità di osservazione acuta, era un autore eclettico, influenzato dal clima intellettuale di fine secolo. La sua formazione letteraria e filosofica, unita a esperienze di vita tra cui il soggiorno in Francia e i dibattiti culturali in Italia, lo portarono a sviluppare una visione critica e spesso dissacrante del suo tempo. Dossi era anche un grande ammiratore del modernismo, il che si riflette nella sua propensione a sfidare le convenzioni e a esplorare nuove forme espressive.
Questo libro è raccomandato a chiunque desideri immergersi in una combinazione di satira sociale e critica artistica, ideale per lettori che apprezzano un approccio giocoso e stimolante ai dibattiti culturali. La capacità di Dossi di mescolare umorismo e critica rende quest'opera non solo divertente, ma anche profondamente riflessiva, offrendo spunti di riflessione sull'identità nazionale e sull'arte come specchio della società.




