Elena. La bellezza che genera la guerra

Par : Roberto Mussapi, Gabriele Dadati, Aa.vv., Giulio Guidorizzi
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  • FormatePub
  • ISBN1255010128
  • EAN9791255010128
  • Date de parution28/02/2022
  • Protection num.Digital Watermarking
  • Taille5 Mo
  • Infos supplémentairesepub
  • ÉditeurPelago

Résumé

La donna più bella di sempre e per ciò la più contesa e discussa: perfino l'origine del suo nome - "colei che brilla" - e le circostanze della sua nascita si sono prestate a numerose interpretazioni. Nata dall'unione di Zeus, sotto le spoglie di un cigno, con Leda, ha quale patrigno Tindaro, re di Sparta: divina e umana, forse in questo risiede l'origine dell'ambiguità. Elena rivela, attraverso Iliade e Odissea, poi nei versi di Euripide, nature molto diverse: moglie fedele e amante appassionata di Paride per il quale rinuncia a famiglia e patria, donna saggia ma generatrice di conflitti, Elena è contemporaneamente se stessa e altro da sé.
In questo suo doppio si nascondono ancora oggi molte domande riguardo la sua "colpa" generatrice di guerra, la sua bellezza così ambita, tanto che Euripide le farà dire: « L'oggetto della difesa dei Troiani, il trofeo per cui combatterono i Greci, non ero io, era solo il mio nome » (Elena, vv. 42-43).
La donna più bella di sempre e per ciò la più contesa e discussa: perfino l'origine del suo nome - "colei che brilla" - e le circostanze della sua nascita si sono prestate a numerose interpretazioni. Nata dall'unione di Zeus, sotto le spoglie di un cigno, con Leda, ha quale patrigno Tindaro, re di Sparta: divina e umana, forse in questo risiede l'origine dell'ambiguità. Elena rivela, attraverso Iliade e Odissea, poi nei versi di Euripide, nature molto diverse: moglie fedele e amante appassionata di Paride per il quale rinuncia a famiglia e patria, donna saggia ma generatrice di conflitti, Elena è contemporaneamente se stessa e altro da sé.
In questo suo doppio si nascondono ancora oggi molte domande riguardo la sua "colpa" generatrice di guerra, la sua bellezza così ambita, tanto che Euripide le farà dire: « L'oggetto della difesa dei Troiani, il trofeo per cui combatterono i Greci, non ero io, era solo il mio nome » (Elena, vv. 42-43).
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