Dall'Isonzo al Piave. Lettere clandestine di un corrispondente di guerra
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- FormatePub
- ISBN978-88-6102-978-1
- EAN9788861029781
- Date de parution05/07/2022
- Protection num.Digital Watermarking
- Taille3 Mo
- Infos supplémentairesepub
- ÉditeurLEG Edizioni
Résumé
Primo giornalista del Regno d'Italia a sbarcare nella Trieste redenta dal cacciatorpediniere Audace il 3 novembre 1918, Rino Alessi (già direttore del "Giornale del mattino" di Bologna) si arruolò volontario nel genio allo scoppio della guerra nel 1915, inviando una serie di articoli dal fronte a "Il Secolo" di Milano, diretto da Giuseppe Pontremoli. Su proposta del generale Porro Della Bicocca, sottocapo di Stato Maggiore con Cadorna, Alessi fu chiamato nell'aprile 1916 all'ufficio stampa accreditato presso il Comando Supremo.
Mentre le sue lettere continuavano ad apparire sul "Secolo", sul "Messaggero" di Roma e sul "Giornale del mattino" di Bologna, dall'aprile 1916 alla fine della guerra avviò con il direttore Pontremoli una corrispondenza riservata, nella quale venivano fornite informazioni non note all'opinione pubblica su molti aspetti delle battaglie dell'Isonzo e di Caporetto, sul Comando Supremo e sulle polemiche interne. Queste lettere, che vanno dall'ottobre 1916 al maggio 1918, furono pubblicate per la prima volta nel 1966, contribuendo a gettare nuova luce su una delle fasi più ardue della Grande Guerra.
A tutt'oggi, quando oltre un secolo è trascorso dalla stesura, l'epistolario è un'eccezionale fonte di analisi per la Grande Guerra, soprattutto perché consente di conoscere da vicino il Comando Supremo dell'esercito italiano, e di comprenderne punti di forza e debolezze, tattiche e preoccupazioni anche rispetto all'opinione pubblica, a lungo tenuta all'oscuro riguardo a molti elementi. Dall'Isonzo al Piave testimonia una pagina dolorosa e cruciale di storia, grazie alla penna elegante e all'occhio critico di un maestro del giornalismo italiano.
In questa rinnovata edizione, le lettere sono arricchite da un apparato fotografico in gran parte inedito.
Mentre le sue lettere continuavano ad apparire sul "Secolo", sul "Messaggero" di Roma e sul "Giornale del mattino" di Bologna, dall'aprile 1916 alla fine della guerra avviò con il direttore Pontremoli una corrispondenza riservata, nella quale venivano fornite informazioni non note all'opinione pubblica su molti aspetti delle battaglie dell'Isonzo e di Caporetto, sul Comando Supremo e sulle polemiche interne. Queste lettere, che vanno dall'ottobre 1916 al maggio 1918, furono pubblicate per la prima volta nel 1966, contribuendo a gettare nuova luce su una delle fasi più ardue della Grande Guerra.
A tutt'oggi, quando oltre un secolo è trascorso dalla stesura, l'epistolario è un'eccezionale fonte di analisi per la Grande Guerra, soprattutto perché consente di conoscere da vicino il Comando Supremo dell'esercito italiano, e di comprenderne punti di forza e debolezze, tattiche e preoccupazioni anche rispetto all'opinione pubblica, a lungo tenuta all'oscuro riguardo a molti elementi. Dall'Isonzo al Piave testimonia una pagina dolorosa e cruciale di storia, grazie alla penna elegante e all'occhio critico di un maestro del giornalismo italiano.
In questa rinnovata edizione, le lettere sono arricchite da un apparato fotografico in gran parte inedito.



